Abusi su minore a Sulmona, resta in carcere il 18enne
Abusi su minore a Sulmona, il giudice conferma il carcere per il 18enne. La famiglia della ragazza si costituisce parte civile.
Respinta la richiesta di una misura alternativa per il giovane accusato di abusi e ricatti ai danni di una minore di Sulmona. Chiesti 200mila euro di risarcimento.
Resta in carcere il ragazzo 18enne della Valle Peligna accusato, insieme ad altri due ragazzi minorenni già processati separatamente, di abusi e ricatti ai danni di una minore di Sulmona. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha infatti respinto la richiesta della difesa di sostituire la misura cautelare in carcere con un provvedimento meno restrittivo.
Il giudice ha invece accolto la richiesta dell’avvocato Alessandro Scelli di approfondire il contesto familiare e sociale in cui è cresciuto l’imputato. Nel procedimento si è costituita parte civile anche la famiglia della ragazza, rappresentata dall’avvocata Maria Grazia Lepore, che ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 200mila euro.
L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata dalla giovane nell’agosto dello scorso anno. La giovane, contattando il numero di emergenza 114, ha riferito di essere stata vittima di ripetuti episodi di violenza e pressioni psicologiche legate alla diffusione di un video a contenuto sessualmente esplicito che la riguardava.
Le indagini dei carabinieri avrebbero consentito di ricostruire un sistema di ricatti basato sulla minaccia di diffondere immagini intime della minore. Secondo l’accusa, tale pressione avrebbe indotto la minore a subire ulteriori abusi. Nel corso degli accertamenti sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici, dai quali sarebbero emersi messaggi, registrazioni audio e filmati ritenuti utili alle indagini.
Per la stessa vicenda, lo scorso aprile, i due imputati minorenni sono stati condannati con rito abbreviato a quattro anni e sei mesi e a tre anni e otto mesi di reclusione.







