Niente più alcolici ai distributori automatici
Niente più alcolici ai distributori automatici, approvato l’emendamento al Testo Unico in materia di Commercio.
Testo unico in materia di Commercio, approvato l’emendamento che vieta la vendita di alcolici tramite distributori automatici.
“Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale di un mio emendamento alla legge n. 23 del 2018, il Testo unico in materia di Commercio, introduciamo il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche tramite distributori automatici. Un intervento concreto che rafforza la tutela della salute pubblica, la sicurezza dei cittadini e la protezione dei minori”. Lo dichiara Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale. “Troppo spesso la vendita automatizzata di alcolici avviene senza alcuna possibilità di controllo effettivo sull’età dell’acquirente. L’assenza di personale incaricato rende, infatti, difficile impedire l’accesso alle bevande alcoliche da parte dei minori e di soggetti non autorizzati, esponendo la comunità a rischi che non possiamo sottovalutare. La nostra priorità è quella di prevenire fenomeni di abuso e di consumo irresponsabile, soprattutto tra i più giovani. La presenza di un esercente rappresenta una garanzia fondamentale perché consente verifiche dirette, promuove comportamenti più consapevoli e contribuisce a contrastare situazioni che possono degenerare in problemi di ordine pubblico e sicurezza. Con questo provvedimento il Consiglio regionale compie una scelta di responsabilità e di buon senso. Fratelli d’Italia continua a lavorare per costruire una società più sicura, nella quale la libertà d’impresa si coniughi con il rispetto delle regole e con la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. Ringrazio i colleghi consiglieri che hanno sostenuto questa proposta. Oggi diamo una risposta concreta alle famiglie, ai cittadini e a tutti coloro che chiedono maggiore attenzione e protezione per i nostri giovani”, conclude Verrecchia.
Gli altri lavori del Consiglio regionale.
La legge su “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo” è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza, del gruppo del Partito democratico, l’astensione delle opposizioni e il voto contrario del Movimento 5 Stelle. La norma nasce “dall’esigenza di rafforzare il ruolo della Regione Abruzzo nelle politiche di prevenzione e contrasto dei fenomeni di microcriminalità e degrado urbano, nel pieno rispetto delle competenze costituzionalmente riservate allo Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza pubblica”, promuovendo “un modello di sicurezza urbana integrata fondato sulla prevenzione, sulla collaborazione istituzionale e sul sostegno ai cittadini”. La legge prevede l’adozione di un Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, approvato dalla Giunta regionale previo parere della Commissione consiliare competente. “Particolare attenzione è rivolta al sostegno ai Comuni, che rappresentano il primo presidio istituzionale sul territorio. La Regione potrà concedere contributi per progetti di sicurezza urbana, con priorità per le aree caratterizzate da fenomeni di microcriminalità o vulnerabilità sociale” si legge nella relazione illustrativa. La legge, inoltre, “riconosce la funzione sociale delle forme di cittadinanza attiva, tra le quali il controllo di vicinato, già implementati in diversi comuni abruzzesi come Chieti, Avezzano e L’Aquila”. E’ introdotto il “Bonus Sicurezza Abruzzo”, una misura di sostegno economico “destinata a cittadini residenti, condomìni e micro e piccole imprese operanti nel territorio regionale. Il contributo, riconosciuto nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, è finalizzato all’installazione o al potenziamento di sistemi di allarme, impianti di videosorveglianza e dispositivi di sicurezza passiva quali porte blindate e serrature di sicurezza”. Prevista l’istituzione del “Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata” finanziato con 500 mila euro, “derivanti dall’accertamento delle maggiori entrate tributarie ed extratributarie, ovvero dalle maggiori stime di entrata disponibili”. Sarà infine costituito l’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana, “con funzioni di analisi, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali”.
Istituito e riconosciuto il “Premio Buccio di Ranallo” nella città dell’Aquila, attraverso un progetto di legge che ha ricevuto il voto favorevole dell’Aula (voto contrario del Movimento 5 Stelle). Il disposto intende valorizzare la figura di Buccio di Ranallo “uno dei pilastri della memoria storica aquilana e, più in generale abruzzese. Rimatore e cronista del XIV secolo, Buccio è autore della Cronaca aquilana, opera che narra le vicende della città dell’Aquila dalla fondazione del 1254 fino alla metà del Trecento”. L’attuazione e gli oneri delle disposizioni approvate, saranno fronteggiati a decorrere dal 2027 “con le risorse di apposito e nuovo stanziamento denominato “Premio Buccio di Ranallo”. Alla legge sono state agganciati alcuni emendamenti riguardanti: il sostegno alla ricerca universitaria sulla maculopatia di Stargardt, come il progetto RetinaLab dell’Università degli studi dell’Aquila (30 mila euro); il riconoscimento degli oneri per il contenzioso con Sasi spa e Regione Abruzzo, derivanti da un’ordinanza della Cassazione (572 mila 100 euro); la compartecipazione alle attività dell’Associazione Regionale Allevatori (ARA) con contributi per le attività di consulenza nel settore zootecnico (516 mila 443 euro per il 2026); l’adesione della Regione al Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (CERVIM), “organismo internazionale nato con lo specifico compito di promuovere e salvaguardare la viticoltura eroica e di montagna”, e la nascita dell’associazione Città del Tartufo; misure di sostegno al fine di indennizzare i danni subiti dalle aziende colpite nell’anno 2025 e 2026 dalla diffusione della malattia conosciuta come febbre catarrale ovina. Viene inoltre riconosciuto un contributo per il progetto Ai Weiwei – L’Aquila 2026 (100 mila euro) e disciplinato “il regime di utilizzo degli immobili regionali destinati allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Azienda Regionale delle Attività Produttive (ARAP)”.
La seduta è aggiornata a martedì 23 giugno, alle ore 11, per completare gli altri punti all’ordine del giorno.

