Liu Bolin, L’Aquila e il suo territorio oltre il visibile
A Palazzo Margherita la presentazione del progetto artistico di Liu Bolin, Oltre il visibile. Primo appuntamento a Collemaggio.
Collemaggio, Rocca Calascio e le faggete dei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo nell’arte di Liu Bolin. Tre eventi performance per andare “Oltre il visibile”.
Presentato a Palazzo Margherita il progetto artistico di Liu Bolin, noto a livello internazionale come “l’uomo invisibile” per le sue straordinarie performance di mimetizzazione con lo spazio urbano e naturale. Per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, tre saranno le performance dell’artista cinese. La prima, domani 11 giugno alle 18,30 alla Basilica di Collemaggio. A seguire a Rocca Calascio e nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Gli scatti che verranno eseguiti nelle performance, andranno in mostra a Palazzo Margherita a fine anno e quindi entreranno nella collezione personale di Liu Bolin, che le esporrà in tutto il mondo.
A presentare il progetto, insieme all’artista, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, Paride Vitale e Arianna Grava, direttrice della Galleria Gaburro.
La conferenza stampa
“Grazie al sindaco Biondi e a tutti gli amici presenti – ha detto Liu Bolin – per l’affetto e l’attenzione dimostrati nei miei confronti. È un grande onore poter realizzare la mia arte in un luogo ricco di storia e di cultura come L’Aquila”.
“Quando abbiamo pensato L’Aquila Capitale italiana della Cultura – ha sottolineato il sindaco Biondi – non sapevamo come poi l’avremmo effettivamente declinata, perché avevamo costruito la cornice, avevamo creato le condizioni affinché qualcosa di bello accadesse. Se mi avessero chiesto come la immaginavo nei miei sogni, ora so che l’avrei voluta esattamente così. Lo dico perché quella cornice è pienamente rispettata, con la condivisione delle esperienze culturali del territorio, la partecipazione della città, la costruzione di un tessuto solido, consapevole del ruolo dell’Aquila e delle opportunità che questa città può generare, il coinvolgimento di artisti internazionali come Liu Bolin, e la possibilità di lasciare qualcosa di concreto all’Aquila”.
“Da ‘invisibile’, – ha spiegato Paride Vitale – ha raccontato tante storie e tanti luoghi, è stato nei posti più belli del mondo e anche in quelli più difficili. Il fatto che venga nella regione più bella del mondo, l’Abruzzo, non solo a raccontare L’Aquila, ma anche il territorio, per me è una grande gioia”.
Sulla poetica di Liu Bolin, invece, la direttrice della Galleria Gaburro, Arianna Gava.
Nel dettaglio
In occasione dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, Geely Auto, uno dei principali automotive brand cinesi distribuito in Italia da Jameel Motors, in collaborazione con Galleria Gaburro, presenta Oltre il visibile, il progetto dell’artista cinese Liu Bolin, che approda per la prima volta in Abruzzo con una nuova serie di interventi dedicati alla valorizzazione di alcuni luoghi simbolo del territorio. Riconosciuto a livello internazionale per una pratica artistica originale che unisce performance e fotografia, dando vita a immagini altamente riconoscibili in cui l’artista si mimetizza fino a fondersi con l’ambiente circostante, Liu Bolin si confronta in questa occasione con la monumentale Basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila (giovedì 11 giugno, dalle 18.30 alle 20), la suggestiva fortezza di Rocca Calascio, a oltre 1400 metri di altitudine (venerdì 12 giugno), e i boschi secolari del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli (sabato 13 giugno). Quest’ultimo intervento è realizzato in collaborazione con ARTEPARCO, iniziativa che dal 2018 promuove il dialogo tra arte contemporanea e natura all’interno del Parco.
Il progetto Oltre il visibile si articola in tre performance pubbliche – da giovedì 11 a sabato 13 giugno – pensate come momenti aperti al pubblico e come occasione unica per assistere dal vivo all’intero processo creativo dell’artista, dalla preparazione del body painting alla costruzione dell’immagine finale. In ciascun intervento, Liu Bolin mette in atto un complesso processo performativo di mimetizzazione che lo porta a integrarsi progressivamente con l’architettura o il paesaggio circostante, fino a diventarne parte invisibile. Le performance si concludono con la realizzazione di tre scatti fotografici inediti, esito di un’azione che indaga il rapporto tra presenza e assenza, identità e memoria dei luoghi, restituendo una nuova lettura del paesaggio abruzzese.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila; Rocca Calascio; Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Pescasseroli
“Per la creazione delle mie opere prediligo luoghi che siano in grado di raccontare la storia e l’evoluzione della società umana”, afferma Liu Bolin. “Confrontarmi con l’Abruzzo, un territorio per me nuovo e ricco di identità, rappresenta un grande onore, ancora più significativo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Attraverso queste performance desidero creare un dialogo tra presenza umana e paesaggio, invitando il pubblico a guardare oltre il visibile e a riscoprire il valore simbolico e culturale dei luoghi.”




