Torre Civica, parte il cantiere
Parte il restauro della Torre civica di Palazzo Margherita, Cantiere da 3 milioni finanziato dagli italiani in Australia. Fine lavori prevista nel 2027. Le interviste.
Parte il cantiere della Torre civica di Palazzo Margherita.
Questa mattina la conferenza stampa che chiude una lunga attesa, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e di Fabrizio Marinelli, presidente della Fondazione Carispaq. La regia del cantiere è della Fondazione, con il Comune dell’Aquila e Soprintendenza. I lavori saranno eseguiti dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da Iannini Costruzioni e Fratelli Ettore & Carlo Barattelli Srl, primo classificato nella valutazione tecnica della commissione incaricata dalla Fondazione Carispaq. Il terremoto del 6 aprile ha lasciato addosso ferite profonde sulla Torre Civica, murature lesionate, già segnate dai secoli, e qualcosa di peggio. Una rotazione pericolosa dell’asse, come se la torre si fosse storta su se stessa. Da allora è rimasta imbragata nei puntellamenti d’urgenza, sospesa sopra Piazza Palazzo che nel frattempo cambiava volto. La ricostruzione di Palazzo Margherita è iniziata nel 2017 e il Comune è rientrato nella sua sede a luglio 2023. Mentre il restyling della piazza, inaugurato a luglio scorso, l’ha resa uno spazio moderno, sostenibile, ridisegnato. Mancava lei, la torre di 40 metri, a chiudere la scena. Rimetterla in sicurezza significa davvero la ricostruzione del cuore della città.
“L’avvio dei lavori della Torre Civica rappresenta una tappa significativa nel percorso di ricostruzione dell’Aquila. Con l’apertura del cantiere superiamo una lunga fase di stallo e manteniamo un impegno assunto con la città e con quanti, dall’Australia, hanno sostenuto gli aquilani dopo il sisma del 2009. Ringraziamo il Governo australiano, la comunità italiana in Australia, i donatori e la Fondazione Carispaq per il ruolo fondamentale svolto. La Torre Civica restaurata sarà il simbolo di un legame che il tempo non ha affievolito e della capacità dell’Aquila di custodire la propria identità guardando al futuro”, ha dichiarato il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Le interviste
“Quante volte questa piazza si è riempita, soprattutto in occasioni come la Perdonanza, la festa della città. La Torre Civica rappresenta un elemento identitario per gli aquilani. Quello dell’amministrazione è un grande lavoro, che sta restituendo spazi alla città, soprattutto nei luoghi più cari alla sua storia”, ha dichiarato il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Il Presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, ha sottolineato come il recupero della Torre Civica non rappresenti soltanto un’importante opera di restauro, ma anche il risultato di una collaborazione tra le istituzioni che ha permesso di trasformare un gesto di solidarietà in un intervento concreto per la comunità: “La Fondazione Carispaq conferma il proprio ruolo di interlocutore stabile e affidabile per le istituzioni e per il territorio, capace di mettere in rete competenze, risorse e relazioni per realizzare interventi di interesse pubblico. Un risultato reso possibile grazie al proficuo rapporto di collaborazione con il Comune dell’Aquila e al prezioso contributo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e del Genio Civile dell’Aquila, che hanno accompagnato tutte le fasi del percorso. È attraverso queste sinergie che si costruiscono interventi capaci di generare valore duraturo per il territorio e per la sua comunità“.

Il progetto della Torre Civica non vuole solo riportare al suo antico splendore un simbolo cittadino. L’idea è tenerlo in piedi qualora dovesse esserci un altro evento sismico come quello del 2009. Quindi chiudere le lesioni, recuperare la pietra locale, consolidare. Ma anche installare un sistema di smorzamento delle oscillazioni, tramite un dispositivo che assorbe l’energia del sisma prima che arrivi alla muratura.
I lavori di consolidamento e restauro avranno un costo di circa 3 milioni di euro; i fondi sono stati messi a disposizione dalla comunità italiana in Australia, tramite il “Trustee for Australian Abruzzo Earthquake Appeal Fund“, nato all’indomani del 6 aprile 2009. A 16mila chilometri di distanza, con il sostegno del governo australiano, la comunità italiana ha raccolto i soldi per rimettere in piedi uno dei simboli del cuore storico cittadino e dell’asse civica.





