Sistema idrico integrato, approvata la riforma
La riforma del sistema idrico regionale è legge. Cosa cambia.
Il Consiglio regionale approva la riforma sul sistema idrico integrato. Accordo con l’opposizione sulla tutela del personale. Studio Ersi per stabilire se ci sarà un’unica azienda oppure due.
Il Consiglio regionale dell’Abruzzo si è espresso con il voto favorevole dei presenti e l’astensione dei soli consiglieri, Luciano D’Amico, Francesco Taglieri e Erika Alessandrini (M5S) sulla proposta di legge che riforma il Sistema idrico integrato dell’Abruzzo, riducendo gli attuali sei ambiti a uno solo o massimo due, a seconda dello studio che presenterà l’Ersi. La gestione rimarrà comunque pubblica.
“Abbiamo approvato una legge di importanza storica – commenta il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri – una riforma strategica e fondamentale che va a dare certezza ad un ambito così delicato come la gestione dell’acqua. L’acqua, che è sempre stata e resterà comunque di proprietà pubblica, sarà di nuovo gestita in house, però da società pubbliche detenute dai Comuni. Scenderemo da sei ambiti a massimo a due. Saremo molto più forti come società e ottimizzeremo i costi di gestione, lasciando la tariffa pressoché invariata e servirà prevalentemente per garantire i tanti investimenti che servono per ridurre le perdite e per portare con nuove condotte l’acqua dove in alcuni periodi dell’anno questa non c’è”.
Le interviste del Capoluogo d’Abruzzo.
L’Ente regionale del servizio idrico, secondo il calendario dettato dalla norma, si dovrà esprimere entro 30 giorni dall’entra in vigore della legge, “predisponendo uno studio in ordine alla fattibilità di suddivisione o meno dell’ATUR, Ambito Territoriale Unico Regionale, in sub ambiti territoriali per il conseguimento delle finalità e sulla base dei parametri quali efficienza, efficacia ed economicità della gestione; equa ripartizione delle fonti di approvvigionamento idrico e ottimizzazione della qualità del servizi”. La Giunta regionale, sulla base dello studio Ersi, e dopo aver acquisito il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti in materia, da rendere entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della proposta, delibera confermando l’Atur o individuando i sub-ambiti territoriali eventualmente proposti. La norma prevede, inoltre, la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori, in virtù delle “Disposizioni in materia di tutela dei livelli occupazionali nel territorio regionale” (L.R. 27/2017). L’Assemblea dei Sindaci (ASSI), sarà costituita all’interno dei sub ambiti eventualmente individuati, o nell’Ambito unico e sarà presieduta e convocata dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti oppure, in caso di Ambito unico, dal presidente della Regione, ed entro trenta giorni delibererà il proprio Regolamento per il funzionamento dell’ASSI. Si prevede altresì, per i piccoli Comuni, capacità di voto ponderato in modo da garantire una giusta rappresentanza a tutte le comunità. La riforma si concretizzerà alla scadenza della concessione dei contratti in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.
La vicepresidente Marianna Scoccia ha espresso grande soddisfazione, evidenziando le ragioni strutturali ed economiche alla base della nuova legge: “Con questa legge facciamo tesoro delle esperienze del passato e ridisegniamo l’architettura di uno dei servizi più importanti del nostro Abruzzo. Era arrivato il momento di intervenire con buon senso e responsabilità per garantire equità territoriale, eliminando le disparità di costo tra i comuni interni e la costa.”— Marianna Scoccia, vicepresidente del consiglio regionale.
Soddisfatto anche il gruppo di Fratelli d’Italia: “Si tratta di una riforma all’avanguardia, che pone l’Abruzzo al passo con le migliori pratiche nazionali e internazionali. Un nuovo sistema che garantirà una gestione più efficiente, sostenibile e innovativa delle nostre risorse idriche, a beneficio di tutti i cittadini e nel rispetto delle esigenze dei territori. Mettere l’accento sull’importanza dell’acqua significa guardare al futuro della nostra regione e affrontare con responsabilità temi cruciali come la sostenibilità e la tutela dell’ambiente”.
“Come Patto per l’Abruzzo – sottolineano anche dall’opposizione – esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento delle nostre richieste sulla tutela del personale. Nel corso delle audizioni, i sindacati avevano manifestato forte preoccupazione per il destino dei lavoratori delle società di gestione, paventando anche ipotesi di riduzione degli organici. Il nostro intervento sul testo di legge va nella direzione di garantire la stabilità occupazionale del personale attualmente impiegato nel servizio idrico integrato. Allo stesso modo, riteniamo significativo l’inserimento dell’acquisizione del parere di CAL (consiglio autonomie locali) e il rafforzamento della rappresentanza dei territori, anche attraverso l’eliminazione della soglia di sbarramento che avrebbe penalizzato i comuni sotto i 3 mila abitanti. Dopo l’approvazione odierna del Consiglio, la proposta di ERSI sui sub ambiti, tornerà nella Commissione competente per un parere obbligatorio al fine di arrivare a un testo il più possibile condiviso e trasparente”.
“Siamo soddisfatti per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, dell’emendamento n.1 a tutela del personale delle società che gestiscono il servizio idrico abruzzese. La salvaguardia dei livelli occupazionali è da sempre una nostra priorità politica e anche in occasione della discussione sulla riforma del sistema idrico abbiamo ritenuto fondamentale garantire certezze ai lavoratori” ad affermarlo sono il Vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, e il Capogruppo del Partito Democratico, Silvio Paolucci, che spiegano nel dettaglio: “Facendo seguito a un impegno preso a seguito dell’audizione in Commissione delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, abbiamo presentato un emendamento finalizzato a garantire la tutela dei lavoratori attualmente impiegati nelle società pubbliche – Aca, Sasi, Ruzzo Reti, Saca, Cam e Gsa – che gestiscono il servizio idrico in Abruzzo. L’emendamento introduce un apposito articolo nel progetto di legge in discussione, richiamando quanto già previsto dalla legge regionale n.27 del 2017 in materia di tutela occupazionale. Nel corso delle audizioni, i sindacati hanno espresso preoccupazione per il futuro dei lavoratori, sia nell’ipotesi di una fusione delle aziende pubbliche esistenti, sia in caso di eventuali affidamenti del servizio tramite gara, temendo possibili riduzioni del personale. Per questo abbiamo ritenuto necessario inserire nella riforma una norma che garantisca la continuità occupazione del personale oggi impiegato nelle gestioni esistenti, individuando nell’Ersi il soggetto incaricato di assicurare questa tutela nell’ambito dell’individuazione dei futuri gestori pubblici o privati del servizio”.



