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Dante Labs, licenziamenti ex dipendenti furono illegittimi

Licenziamenti illegittimi e indennizzi per alcuni ex lavoratori Dante Labs: “Ci hanno dato ragione dopo due anni”. La sentenza del Tribunale dell’Aquila

A seguito della sentenza del Tribunale dell’aquila che dichiara illegittimi i licenziamenti di alcuni ex dipendenti Dante Labs, arriva lo sfogo di un ex lavoratore: “Due anni senza stipendi, TFR e tutele”.

Per farci dire che avevamo ragione abbiamo speso migliaia di euro in avvocati”. È uno sfogo durissimo quello affidato ai social da un ex dipendente di Dante Labs dopo la sentenza del tribunale dell’Aquila che ha dichiarato nullo il suo licenziamento, così come quello di altri tre ex colleghi.

La decisione del giudice prevede dodici mensilità di indennizzo, oltre al riconoscimento di stipendi arretrati, TFR e ferie non usufruite. “Nel mio caso parliamo di circa 70mila euro”, racconta l’ex lavoratore nel video diffuso online.

Ma il punto, spiega, è un altro: “Sono passati due anni e continuiamo ad aspettare”. Nel lungo intervento l’ex dipendente denuncia una situazione che definisce “surreale”, parlando di lavoratori senza stipendi e TFR da mesi, spese legali sostenute per ottenere il riconoscimento dei propri diritti e assenza di confronto con l’azienda.

Nel video viene citata anche la procedura di composizione della crisi e il mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori, mentre il riferimento alle recenti sentenze arriva in parallelo al procedimento penale che coinvolge il CEO Andrea Riposati. Il fondatore di Dante Labs, azienda aquilana diventata nota durante la pandemia per i test Covid, è stato infatti rinviato a giudizio lo scorso aprile nell’ambito dell’inchiesta su una presunta evasione fiscale. Le accuse, tutte da dimostrare nel processo, riguardano presunti mancati versamenti e dichiarazioni fiscali ritenute irregolari. “La società avrà modo di dimostrare che le contestazioni sono infondate”, aveva fatto sapere il collegio difensivo del manager.