Le campane del Duomo tornano a suonare
17 anni dopo il sisma, tornano in funzione le lancette della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio. Un segnale simbolico che accompagna il ritorno delle campane, il progressivo smantellamento dei ponteggi e la trasformazione di Piazza Duomo, oggi cuore vivo della città Capitale italiana della Cultura.
Per anni quel quadrante fermo è stato uno dei simbolo più silenziosi di una città ferita e mutilata. Le lancette immobili sulla torre della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio in Piazza Duomo raccontavano meglio di qualsiasi parola il tempo sospeso lasciato dal terremoto del 6 aprile 2009, un tempo fatto di silenzio, macerie, vuoto. Oggi, 17 anni dopo, quell’orologio è tornato a muoversi, in una città rinata e Capitale italiana della Cultura.
Le lancette sono state rimesse in funzione sulla torre destra della Cattedrale insieme al ripristino dell’impianto campanario. Un intervento tecnico che assume però un significato profondamente simbolico per la città, perché restituisce voce e tempo a uno dei suoi luoghi identitari più importanti. Sono tornati anche i rintocchi delle campane, mentre la facciata della cattedrale riemerge lentamente dopo il progressivo abbassamento dei teli di protezione. Oggi sono nuovamente visibili le torri campanarie, le celle delle campane, il coronamento neoclassico e parte del prospetto monumentale che per anni era rimasto nascosto dietro impalcature e ponteggi. L’obiettivo è arrivare alla completa liberazione della facciata entro il 10 giugno, giorno dedicato a San Massimo martire, patrono dell’Aquila e figura profondamente legata alla storia religiosa e civile della città. La piazza, oggetto di un profondo lavoro di recupero urbano, è diventata adesso uno spazio votato e vocato all’aggregazione, simbolo di una città che prova a lasciarsi alle spalle l’immagine delle macerie per guardare al futuro. Un percorso culminato con la prestigiosa e meritata nomina a Capitale italiana della Cultura. E forse proprio per questo il ritorno delle lancette del Duomo colpisce così tanto gli aquilani. Perché in una città dove il tempo sembrava essersi fermato davvero, vedere di nuovo quell’orologio funzionare significa molto più che sapere che ora è.
Oggi il ritorno dell’orologio racconta soprattutto la trasformazione di Piazza Duomo e della città. Per anni quello spazio è stato il luogo del silenzio e delle transenne. Oggi è invece uno dei punti più vivi del centro storico, completamente ripensato e restituito alla socialità. Bambini che giocano a pallone o in bicicletta, tavolini pieni lungo il perimetro della piazza, studenti, famiglie e turisti che tornano a vivere il cuore della città fino a sera.

La Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, chiesa madre dell’arcidiocesi aquilana, è uno degli edifici simbolo del capoluogo abruzzese. Gravemente danneggiata dal sisma del 2009, è oggi al centro di un complesso intervento di restauro e consolidamento strutturale avviato nel febbraio 2023 dopo un lungo percorso progettuale e amministrativo. Il cantiere interessa aula, transetto e area absidale, con un investimento di circa 25 milioni di euro finanziati dal Ministero della Cultura. Due mesi fa, durante un sopralluogo nel cantiere di Piazza Duomo, l’arcivescovo dell’Aquila Mons. Antonio D’Angelo e il sindaco Pierluigi Biondi avevano confermato il rispetto del cronoprogramma dei lavori, sottolineando il valore simbolico della restituzione del Duomo alla comunità aquilana.
Negli anni la cattedrale è stata anche teatro di visite istituzionali e momenti di grande valore emotivo per la città. Nel 2018 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recò in Piazza Duomo in occasione della riapertura della Basilica di Santa Maria del Suffragio. Il 28 agosto 2022, durante la Perdonanza CelestinianaPapa Francesco visitò l’Aquila per l’apertura della Porta Santa di Collemaggio, primo Papa nella storia a compiere questo gesto, fermandosi anche nella Cattedrale ancora segnata dal cantiere




