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Premio Borsellino, memoria e impegno civile nel ricordo di Giovanni Falcone

All’Aquila il Premio Borsellino ricorda Giovanni Falcone con un incontro dedicato a legalità, memoria e impegno civile.

Il Premio Borsellino celebra all’Aquila il ricordo di Giovanni Falcone con una giornata dedicata alla lotta alla mafia e ai valori della legalità.

Nell’ambito del Premio Borsellino, un momento di riflessione collettiva dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia si è svolto all’Auditorium del Parco dell’Aquila, in occasione del 34° anniversario della scomparsa del magistrato simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, ha richiamato rappresentanti delle istituzioni e della magistratura, con l’obiettivo di riaffermare i valori della legalità e dell’impegno civile, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia. “È fondamentale raccontare queste storie ai giovani, poiché la mafia ha cambiato volto: non è più quella della lupara o del tritolo, ma si infiltra nella pubblica amministrazione e negli affari economici, mimetizzandosi dietro modi gentili”, afferma Biondi. “La lotta contro la criminalità organizzata è un dovere morale da praticare ogni giorno, fin dai banchi di scuola. L’Aquila Capitale Italiana della Cultura serve anche a questo, poiché la cultura, l’intelligenza, la legalità, l’onestà invece è la parte bella che dobbiamo curare, salvaguardare e praticare contro il ‘brutto’ rappresentato dalla mafia”.

È corretto raccontare ai ragazzi il periodo della mafia stragista e i vent’anni di guerra in cui sono caduti magistrati e agenti delle scorte. Questo serve a trasmettere il valore della legalità, specialmente oggi in cui si registrano allarmanti episodi di violenza tra giovanissimi”, dichiara il Prefetto Luigi Savina. “L’obiettivo principale è far capire a questi ragazzi il valore meraviglioso della legalità e, attraverso di noi, far continuare a correre sulle gambe loro quei valori che ci hanno trasmesso Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i ragazzi delle scorte.

La mafia rimane temibile e la storia insegna che può riemergere in qualsiasi momento. Bisogna fornire ai giovani gli strumenti per riconoscerla e far capire loro che le mafie si nutrono del consenso sociale, della complicità e dell’indifferenza dei cittadini, così Renato Cortese, prefetto e presidente del Premio Borsellino.La classe dirigente di domani deve crescere con l’insegnamento di trasformare la memoria in responsabilità e impegno attivo. Questa è la vera antimafia: insegnare che cosa significa crescere nella legalità”.

Nel corso dell’evento si sono susseguiti gli interventi di Renato Cortese, prefetto e presidente del Premio Borsellino, David Mancini, procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori dell’Aquila, Luigi Savina, prefetto, Gianfranco Paglia, atleta paralimpico e Medaglia d’oro al valor militare, Antonella Ballone, Presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, Catello Maresca, magistrato, e Claudia Pace, segretario provinciale SAP.

Durante gli interventi è stato più volte ribadito il valore dell’esempio lasciato da Giovanni Falcone, figura centrale nella difesa dello Stato e della giustizia, e la necessità di continuare a promuovere una cultura della legalità attraverso il coinvolgimento delle comunità e dei giovani.

Generico maggio 2026