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Sacerdote positivo alla cocaina, verso il processo

Il sacerdote coinvolto nell’incidente tra Sulmona e Pratola Peligna e risultato positivo alla cocaina andrà a processo con rito abbreviato. Fissata l’udienza

Fissato il processo con rito abbreviato per il sacerdote risultato positivo alla cocaina. Il parroco si schiantò contro un guardrail nel 2024, gli esami accertarono la presenza della sostanza stupefacente nel sangue.

Sarà processato con rito abbreviato il sacerdote colombiano risultato positivo alla cocaina dopo un incidente stradale avvenuto nel marzo 2024 sulla statale 17, tra Sulmona e Pratola Peligna. Il giudice del tribunale di Sulmona, Emanuela Cisterna, ha fissato l’udienza per il prossimo 25 giugno. Il parroco dovrà rispondere dell’accusa di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito, il 10 marzo scorso il sacerdote avrebbe perso il controllo della sua auto andando a sbattere contro il guardrail nel territorio di Pratola Peligna, mentre stava rientrando a casa.

Dopo l’impatto era stato soccorso dai passanti e successivamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per gli accertamenti sanitari. Gli esami tossicologici eseguiti in ospedale avrebbero evidenziato la presenza di cocaina, con un valore indicato in mille. Sul posto erano intervenuti gli agenti del commissariato di Sulmona, che avevano effettuato i rilievi, raccolto le testimonianze e acquisito il referto medico. Per il sacerdote erano quindi scattati il ritiro della patente e la denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria.

La vicenda aveva suscitato forte clamore soprattutto a Rivisondoli, dove il sacerdote prestava servizio come parroco. Dopo l’accaduto, il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, aveva disposto la sospensione del religioso dall’esercizio del ministero. Provvedimento tuttora in vigore e accompagnato dal trasferimento del sacerdote a Roseto degli Abruzzi.

Attraverso il suo legale, l’avvocato Gerardo Marocco, il sacerdote ha sempre respinto l’ipotesi di essersi messo alla guida in stato di alterazione. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Centro, La difesa sostiene infatti che il sacerdote avrebbe assunto la sostanza involontariamente e che gli esami eseguiti al pronto soccorso non dimostrerebbero una condizione di alterazione al momento dell’incidente.