Lupi morti in Abruzzo, i Carabinieri forestali acquisiscono documenti del Parco Nazionale
Lupi uccisi con bocconi avvelenati, la Procura accelera le indagini: blitz nella sede del Parco Nazionale
Strage di lupi, arrivano i Carabinieri nella sede del Parco nazionale d’Abruzzo per acquisire documenti sulla gestione.
Entra nel vivo l’indagine per i lupi morti in Abruzzo. Sono ben 24 le carcasse rinvenute, di cui 21 di lupi in un’area piuttosto basta che comprende Pescasseroli, Barrea, Alfedena e Bisegna. Ora la Procura della Repubblica di Sulmona ha disposto l’acquisizione dei documenti sulle attività svolte negli ultimi due anni. Nel corso del blitz, come riporta Il Centro, sono stati acquisiti documenti materiali cartacei e digitali su atti ufficiali e verbali, per analizzare eventuali omissioni nella gestione dell’emergenza. “L’acquisizione degli atti serve a capire chi ha avuto accesso o meno agli indennizzi”, ha commentato il direttore dell’ente Luciano Sammarone.
Le prime indagini hanno stabilito che la maggior parte dei lupi è stata uccisa tramite avvelenamento: un dato che ha contributo a creare tensione tra l’ente Parco Nazionale, le comunità del posto e gli operatori. L’ipotesi principale è che sia stato utilizzato un fitofarmaco utilizzato in agricoltura. Velenai che sarebbero stati inseriti nei bocconi di carne, poi sigillati.






