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MAPS, a San Demetrio Ne’ Vestini si chiude il workshop che ridisegna il territorio del cratere

Amministratori, tecnici e comunità coinvolti in un percorso di co-design promosso dall’USRC. Arte contemporanea, memorie e identità locali al centro di MPAS, il workshop che propone una nuova visione condivisa del territorio abruzzese.

Un territorio che prova a raccontarsi come un sistema unico, attraverso memorie, arte contemporanea, paesaggi e identità condivise. È questo il cuore di “MAPS – Memorie, Arti, Paesaggi, Segni”, il percorso di co-design territoriale coordinato dall’USRC, Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, che ha fatto tappa a San Demetrio ne’ Vestini coinvolgendo amministratori, tecnici e rappresentanti dei territori del cratere sismico aquilano.

L’iniziativa “MAPS – Memorie, Arti, Paesi, Segni” mette in rete 61 Comuni,  56 appartenenti al cratere e 5 interclusi,  con l’obiettivo di costruire una visione integrata e condivisa del territorio, superando i confini amministrativi e promuovendo una nuova idea di sviluppo culturale diffuso. Il workshop ha rappresentato il primo momento operativo del progetto, pensato come un laboratorio di ascolto, progettazione e costruzione collettiva. Un percorso che punta a trasformare il territorio in una rete culturale riconoscibile, capace di valorizzare luoghi, tradizioni, paesaggi e vocazioni locali all’interno di una strategia comune. Dopo il grande entusiasmo e l’ampia partecipazione registrati negli incontri di Cugnoli, Colledara e Montereale, anche la giornata odierna ha confermato il forte coinvolgimento di amministratori, operatori culturali e rappresentanti del territorio. Un riscontro significativo che, alla presenza anche del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, testimonia l’interesse crescente verso un percorso condiviso di sviluppo culturale e territoriale.

Guidati dalla società Medaarch, i workshop hanno accompagnato i territori in un percorso di ascolto, confronto e costruzione condivisa, mettendo al centro memorie collettive, paesaggi, identità locali e visioni future. L’obiettivo è stato quello di fornire ai Comuni strumenti concreti e indirizzi operativi per partecipare al futuro bando dedicato alle proposte progettuali di arte diffusa, che saranno sviluppate nei prossimi mesi, in coerenza con il percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

MAPS, a San Demetrio Ne’ Vestini il workshop che ridisegna il territorio del cratere

Anche nel corso dell’incontro odierno è emerso come negli ultimi anni siano stati numerosi gli interventi orientati alla creazione di connessioni fisiche e culturali tra i territori, a partire dai cammini che attraversano l’area del cratere e che oggi diventano strumenti di relazione e narrazione condivisa. Il progetto prevede una prima fase di accompagnamento e rafforzamento delle competenze dei Comuni coinvolti. Ogni amministrazione è stata chiamata a individuare luoghi simbolici dal punto di vista culturale e identitario, che verranno poi associati ad artisti selezionati attraverso una open call. Da questo dialogo nasceranno opere di arte contemporanea diffuse sul territorio, in un processo che intreccia creatività, comunità e rigenerazione culturale.

Le interviste

Presenti all’incontro, oltre i sindaci e le realtà coinvolti, il direttore USRC Raffaello Fico e Amleto Picerno di Medaarch, che ha guidato i lavori del workshop. Il laboratorio si è sviluppato attraverso diverse fasi operative, accompagnando i partecipanti dalla raccolta delle memorie alla costruzione di una mappa narrativa del territorio abruzzese. Ai rappresentanti dei Comuni è stato chiesto di portare un oggetto, un’immagine o un prodotto significativo per la propria comunità: elementi utilizzati durante il percorso per contribuire alla costruzione di una geografia condivisa fatta di simboli, racconti e desideri. Il lavoro è partito dalle percezioni e dai significati legati ai luoghi, per poi concentrarsi sugli elementi concreti e identitari dei diversi territori. Infine, l’attenzione si è spostata sulla dimensione progettuale e futura: cosa era il territorio prima, cosa è accaduto e cosa oggi può diventare. Una riflessione costruita attorno all’idea di movimento e trasformazione, piuttosto che di staticità.

MAPS, a San Demetrio Ne’ Vestini il workshop che ridisegna il territorio del cratere

Siamo molto contenti di questa ampia partecipazione: i Comuni hanno risposto con entusiasmo e si preparano a produrre idee per questa grandissima opera di realizzazione di progetti d’arte diffusa nei territori, diventando protagonisti di ciò che dovrà accadere”, ha dichiarato Raffaello Fico ai microfoni del Capoluogo. “La progettazione partecipata rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro, perché consente a ogni comunità di contribuire attivamente e di costruire un legame ancora più profondo tra le persone e i luoghi in cui vivono, dando vita a una rete culturale diffusa. Attraverso l’arte e la cultura puntiamo a una rigenerazione a base culturale che favorisca crescita e coesione sociale”.

“Il percorso che si conclude oggi dimostra in modo concreto quanto sia forte, nei territori, la volontà di costruire insieme una visione condivisa di sviluppo”, ha dichiarato Biondi. “In queste settimane abbiamo registrato una partecipazione ampia, qualificata e soprattutto autentica da parte dei sindaci, delle amministrazioni e delle comunità locali: un confronto vero, fatto di ascolto, contributi e responsabilità condivise. È esattamente questo lo spirito con cui abbiamo costruito il progetto ‘Segni e Voci di Paesaggio’: un percorso che nasce dai territori e che restituisce ai territori un ruolo centrale. Il modello della città-territorio si traduce così in pratica concreta, rafforzando relazioni, identità e prospettive comuni. L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenta un’occasione straordinaria, ma il lavoro che stiamo portando avanti va oltre questo appuntamento con l’obiettivo di lasciare un’eredità duratura, fatta di connessioni, progettualità condivise e nuove opportunità per le aree interne. Questo percorso ha dimostrato che, quando si lavora insieme, superando frammentazioni e costruendo reti, i territori non sono marginali ma diventano protagonisti di una nuova stagione di sviluppo culturale e sociale”.

Il workshop MAPS inaugura il progetto L’Aquila Città Territorio