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L’Aquila Capitale della Cultura guarda oltre, un tour operator per un nuovo turismo

Più visitatori non bastano. La sfida per L’Aquila Capitale della Cultura è fare in modo che il turismo produca economia, lavoro e permanenza sul territorio: incontro bipartisan in città

Turismo, sviluppo e qualità della vita: il confronto bipartisan sul futuro dell’Aquila. Dalla Capitale della Cultura a un’offerta turistica strutturata per evitare che l’aumento di visibilità si limiti ad essere un effetto solo temporaneo.

L’AQUILA – Un tour operator di alto livello come leva per strutturare l’offerta turistica dell’Aquila e trasformare l’attrattività in economia reale e duratura. È una delle proposte al centro del confronto pubblico bipartisan in programma oggi, venerdì 8 maggio, che affronterà anche i nodi dello sviluppo del territorio e della qualità della vita dei cittadini. L’incontro si terrà a L’Aquila, negli spazi de Il MAdè, in via Berardino Vecchioni, con inizio alle ore 18.

Il confronto vedrà la partecipazione del sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo, del vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente e dell’assessore regionale Roberto Santangelo, insieme all’assessore comunale Francesco De Santis, che introdurrà i lavori. Interverranno inoltre il capogruppo Pd in Consiglio comunale Stefano Albano, il consigliere comunale Enrico Verini, il direttore del Tecnopolo d’Abruzzo Roberto Romanelli, l’imprenditore Luca Piccinini, il direttore dell’Adsu L’Aquila Michele Suriani e l’assessore al Turismo Ersilia Lancia. A moderare sarà Luciano Tancredi, direttore de La Nuova Sardegna, mentre le conclusioni sono affidate al vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele.
Al centro del dibattito la necessità di compiere un salto di qualità nel settore turistico, ancora caratterizzato da una forte frammentazione dell’offerta e da una limitata capacità di permanenza dei visitatori. In questo quadro, la proposta di un tour operator viene indicata come uno strumento per mettere a sistema le risorse esistenti — patrimonio storico, eventi culturali, percorsi naturalistici e offerta enogastronomica — e costruire prodotti strutturati, in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali.

Un passaggio che si inserisce nel percorso verso L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, visto non solo come evento, ma come occasione per consolidare un modello di sviluppo più stabile. L’obiettivo, condiviso da più parti, è quello di evitare che l’aumento di visibilità si traduca in un effetto temporaneo, puntando invece su strumenti capaci di generare flussi continui e occupazione.
Accanto al turismo, il confronto affronterà il tema dello sviluppo economico del territorio, con attenzione al rapporto tra innovazione, sistema universitario e imprese. L’Aquila continua a scontare un gap nella capacità di trattenere competenze e attrarre investimenti, nonostante la presenza di poli di ricerca e formazione di rilievo.
Infine, spazio alla qualità della vita, considerata sempre più un fattore competitivo per le città di medie dimensioni: servizi, mobilità, accessibilità e offerta culturale sono ormai determinanti per trattenere residenti e attrarre studenti, lavoratori e professionisti qualificati.