Logo
Tecnica e motivazione, la Protezione civile trova Mariella Zaccagna a Casematte

Lieto fine nelle ricerche di Mariella Zaccagna, decisivo il contributo di due colleghe della Protezione civile del fratello Luca, che per sostenerlo nel difficile momento si sono impegnate direttamente nelle operazioni.

La Protezione civile ha ritrovato sana e salva Mariella Zaccagna, la donna di 43 anni di cui si erano perse le tracce da venerdì primo maggio.
Si trovava a CaseMatte.

Lieto fine dopo giorni di apprensione: tra i protagonisti delle ricerche anche due colleghe nella Protezione civile di Luca, il fratello di Mariella Zaccagna, che hanno deciso di attivarsi in prima persona per sostenerlo e hanno ritrovato la donna.
Alcune segnalazioni nelle ultime ore riportavano un avvistamento di Mariella nell’area della stazione ferroviaria ed avevano condotto a verifiche approfondite da parte della polizia. Le ricerche di Mariella Zaccagna – proseguite senza sosta in questi tre giorni – si sono concluse positivamente questa mattina, con il ritrovamento della donna, la cui automobile era stata già individuata in centro città.

Ad allertare le forze dell’ordine era stato lo scorso primo maggio proprio il fratello della 43enne, Luca, preoccupato poiché non riusciva più ad avere sue notizie. Era stato attivato, quindi, il piano di ricerche che hanno visto coinvolto un ampio fronte di professionisti che si è impegnato a 360 gradi per cercare di ritrovare quanto prima Mariella.
Questa mattina l’esito positivo delle operazioni.

A rintracciare la donna sono state per prime le due colleghe in Protezione civile di suo fratello Luca, Marzia Casilli e Manuela Marinelli. Proprio il contributo della Protezione civile è stato particolarmente importante: grazie anche all’analisi dei dati del cellulare e ad ulteriori tecniche adottate che hanno portato a individuare l’area in cui concentrare le ricerche. Un lavoro di squadra importante – che ha visto poi l’immediato intervento dei Carabinieri e delle altre autorità attivate – spinto anche dalla volontà di poter aiutare la famiglia di un collega nelle operazioni di ricerca che per tre giorni hanno tenuto con il fiato sospeso tutti i familiari di Mariella.

“Apprendiamo dagli organi di informazione – scrivono da CaseMatte – che la donna scomparsa all’Aquila il primo maggio è stata trovata ieri “nella zona di CaseMatte, a Collemaggio”. Purtroppo, non è la prima volta che lo spazio di Casematte, in cui opera il nostro collettivo, viene impropriamente associato a fatti di cronaca relativi all’ex ospedale abbandonato di Collemaggio, in maniera spesso approssimativa e superficiale. Ci sembra anche superfluo evidenziarlo, ma precisiamo che il collettivo è del tutto estraneo ai fatti. Come molti spazi sociali che operano al di fuori di logiche di profitto, CaseMatte è aperta al pubblico quando vi si svolgono delle attività ed è chiusa quando in essa non vi si svolgono. Non vi è alcun presidio dell’area circostante: lo spazio si colloca infatti all’interno di un parco pubblico, liberamente accessibile e attraversabile.  La “zona di case matte”, come abbiamo dovuto precisare molte volte negli anni, non esiste: in mezzo ai palazzi dimenticati dalle istituzioni, c’è uno spazio autogestito dove settimanalmente si riunisce un collettivo e dove si svolgono delle attività politiche, sociali, culturali e ricreative da quasi 17 anni. Esprimiamo la nostra vicinanza alla donna e alla sua famiglia per questi giorni di preoccupazione, siamo felici nell’apprendere che la vicenda si sia risolta nel migliore dei modi”.