Dolore pelvico cronico, una condizione spesso ancora invisibile
Approvata legge regionale sul dolore pelvico cronico in Abruzzo: ne parliamo con la fisioterapista Beatrice Saracino.
Approvata legge sul dolore pelvico cronico in Abruzzo: “Non solo un punto di arrivo, ma soprattutto di partenza”. Ne parliamo con la fisioterapista Beatrice Saracino.
L’approvazione della legge regionale sul dolore pelvico cronico in Abruzzo lancia un segnale importante, di quelli che arrivano dopo anni di silenzio e percorsi spesso difficili per chi ne soffre. Una norma che stabilisce che il dolore pelvico cronico esiste, è diffuso e merita cura ma, soprattutto, riconoscimento. Considerando solo la popolazione italiana, sono circa 4-5 milioni a soffrirne. Ne parliamo con Beatrice Saracino, fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico.
“L’approvazione della legge regionale sul dolore pelvico cronico è un risultato davvero significativo, e non solo dal punto di vista normativo. Perché fino a pochi anni fa, il dolore pelvico cronico era qualcosa di cui si parlava pochissimo, molte persone lo vivevano in silenzio, lo normalizzavano o addirittura se ne vergognavano. Ancora ora succede”, ricorda Beatrice Saracino ai microfoni del Capoluogo. “In tanti casi mancava proprio la consapevolezza, sia tra i pazienti sia, purtroppo, anche a livello sanitario, su cosa fosse realmente e su quanto potesse incidere sulla qualità della vita. Per questo motivo, il fatto stesso che oggi se ne parli apertamente, che venga nominato, riconosciuto e inserito in un contesto istituzionale attraverso una legge regionale, rappresenta un “piccolo grande risultato”, perché segna un cambiamento culturale prima ancora che sanitario. Dare un nome a un problema significa iniziare a legittimarlo, e quindi anche a prendersene cura in modo più strutturato”.
Saracino sottolinea come questo traguardo non sia tanto un punto di arrivo, quanto un punto di partenza: “C’è ancora moltissimo da fare. È paradossale, e allo stesso tempo indicativo, il fatto che un traguardo del genere susciti ancora sorpresa ed emozione, considerando che non stiamo parlando di una condizione rara, ma di qualcosa che riguarda una percentuale molto ampia della popolazione, sia donne che uomini”. Un altro stereotipo importante da superare è l’idea che il dolore pelvico cronico sia un problema esclusivamente femminile: “Quando parliamo di queste condizioni non parliamo solo di donne. Anche gli uomini hanno un pavimento pelvico e possono sviluppare disturbi e dolore in quest’area”.
Molte persone convivono con il dolore pelvico per anni, senza avere la consapevolezza che si tratti di un dolore tutt’altro che normale: “Il lavoro da fare riguarda diversi livelli. Prima di tutto, bisogna lavorare sulla sensibilizzazione: ci sono ancora tante persone che non sanno riconoscere il dolore pelvico cronico, che non sanno che non è “normale” convivere con il dolore e che esistono percorsi terapeutici efficaci. Poi c’è la formazione degli operatori sanitari, che deve essere sempre più specifica e aggiornata, per garantire diagnosi tempestive e trattamenti adeguati”.
“Un altro aspetto fondamentale è l’accessibilità alle cure – ricorda Saracino -, i servizi come la riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbero essere realmente disponibili e integrati nei percorsi di cura, e non percepiti come qualcosa di secondario o difficilmente raggiungibile. Come fisioterapista che si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico, vedo ogni giorno quanto questo tipo di dolore possa essere invalidante, ma anche quanto, se riconosciuto e trattato correttamente, si possano ottenere miglioramenti concreti nella qualità della vita delle persone. Un traguardo come l’approvazione della legge regionale apre la strada a una maggiore attenzione, a più risorse e a un approccio finalmente più consapevole sul tema, da essere sempre più accompagnato da impegno e informazione”.








