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Famiglia nel bosco, reclamo improcedibile

Famiglia nel bosco, reclamo è improcedibile. La decisione della Corte d’Appello dell’Aquila.

Famiglia nel bosco, per la Corte d’Appello il reclamo è improcedibile.

La Corte d’appello dell’Aquila ha dichiarato improcedibile il reclamo presentato dagli avvocati della ‘famiglia nel bosco’ contro il provvedimento con cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, il 6 marzo, ha disposto l’allontanamento della madre dalla casa famiglia dove i tre figli della coppia anglo-australiana si trovano dal 20 novembre.
Nel ricorso, depositato il 18 marzo, si evidenziava l'”unilateralità” dell’ordinanza che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo affidamento solo sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che chiedeva “la garanzia di continuità dei legami familiari”.

“Intorno alla vicenda della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ – ha sottolineato l’avvocata Alessandra De Febis, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo – si è creato un clima di odio contro le istituzioni che certamente non aiuta la coppia a contestualizzare correttamente quanto sta accadendo. “La violazione della privacy a cui i tre minori Trevallion sono costantemente sottoposti è inaccettabile e preoccupante”.
“La perizia, o meglio, la bozza di consulenza, al netto della valutazione tecnica che spetta alla competenza medica – osserva la garante – torna a sottolineare la non preclusione al recupero della responsabilità genitoriale. La coppia va sostenuta, non aizzata contro le istituzioni“.
Rispetto alla questione privacy, secondo De Febis “dovremmo prendere a monito quanto accaduto nella vicenda relativa alla concessione della grazia alla signora Minetti, dove si è scelto giustamente di non entrare nei dettagli della malattia del bambino, per rispetto della sua privacy e della sua dignità. Questo principio, la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, dovrebbe valere sempre, indipendentemente dal contesto o dall’attenzione mediatica. Eppure – osserva – nel caso della ‘famiglia nel bosco’, questo rispetto sembra venire meno”.
“Auspico un intervento anche da parte dell’Ordine dei Giornalisti, poiché risulta oggi indiscussa la violazione della Carta di Treviso; essa ricorda come, in presenza di minori, la riservatezza debba prevalere sempre sul diritto di critica e di cronaca, indipendentemente dal ruolo del minore. Oggi i tre bambini sono facilmente identificabili e corrono il grave rischio di essere in futuro giudicati non per quello che diventeranno – conclude De Febis – ma per il loro passato”.