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Famiglia nel bosco, bambini restano nella struttura di Vasto

I tre bambini della famiglia nel bosco restano nella struttura di Vasto, dove si trovano dal 20 novembre 2025 e dove dal 6 marzo non può più vivere con loro la madre, come previsto da un’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

I tre bambini della famiglia nel bosco restano nella struttura di Vasto, dove si trovano dal 20 novembre 2025 e dove dal 6 marzo non può più vivere con loro la madre, come previsto da un’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

Dopo che la Corte d’Appello ha ritenuto improcedibile il ricorso presentato, il 18 marzo scorso, contro quell’ordinanza
dai legali della famiglia nel bosco, Femminella e Solinas che puntavano al ricongiungimento della famiglia, resta sospesa la responsabilità
genitoriale della coppia e i figli rimangono dunque nella struttura.
La stessa ordinanza del 6 marzo prevedeva anche l’allontanamento dei bimbi dalla struttura protetta, con conseguente trasferimento in altra analoga, ma con una decisione ufficiale resa nota il primo aprile lo stesso Tribunale ha sospeso il trasferimento, modificando l’ordinanza. Secondo quanto scritto nel documento la stessa casa famiglia di Vasto aveva comunicato a fine marzo “la propria disponibilità a proseguire l’accoglienza dei minoriprecisando che la decisione era “in via temporanea”.

Famiglia nel bosco, reclamo improcedibile

Lo ricordiamo, nel ricorso depositato il 18 marzo, si evidenziava l’”unilateralità” dell’ordinanza che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo affidamento solo sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che chiedeva “la garanzia di continuità dei legami familiari”. Intorno alla vicenda della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ – ha sottolineato l’avvocata Alessandra De Febis, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo – si è creato un clima di odio contro le istituzioni che certamente non aiuta la coppia a contestualizzare correttamente quanto sta accadendo. “La violazione della privacy a cui i tre minori Trevallion sono costantemente sottoposti è inaccettabile e preoccupante”.

famiglia nel bosco ansa
“La perizia, o meglio, la bozza di consulenza, al netto della valutazione tecnica che spetta alla competenza medica – osserva la garante – torna a sottolineare la non preclusione al recupero della responsabilità genitoriale. La coppia va sostenuta, non aizzata contro le istituzioni“.
Rispetto alla questione privacy, secondo De Febis“dovremmo prendere a monito quanto accaduto nella vicenda relativa alla concessione della grazia alla signora Minetti, dove si è scelto giustamente di non entrare nei dettagli della malattia del bambino, per rispetto della sua privacy e della sua dignità. Questo principio, la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, dovrebbe valere sempre, indipendentemente dal contesto o dall’attenzione mediatica. Eppure – osserva – nel caso della ‘famiglia nel bosco’, questo rispetto sembra venire meno”.
“Auspico un intervento anche da parte dell’Ordine dei Giornalisti, poiché risulta oggi indiscussa la violazione della Carta di Treviso; essa ricorda come, in presenza di minori, la riservatezza debba prevalere sempre sul diritto di critica e di cronaca, indipendentemente dal ruolo del minore. Oggi i tre bambini sono facilmente identificabili e corrono il grave rischio di essere in futuro giudicati non per quello che diventeranno – conclude De Febis – ma per il loro passato”.