Famiglia nel bosco, la perizia: Minori isolati e diritti non garantiti
Famiglia nel bosco, per i consulenti del Tribunale dei minori in isolamento e diritti non pienamente garantiti
Depositata la perizia sulla famiglia nel bosco: bambini in isolamento sociale e diritti non garantiti.
Una condizione di isolamento sociale dei minori appartenenti alla cosiddetta famiglia nel bosco, con limitate possibilità di integrazione e relazione con l’esterno. È uno degli elementi principali che emerge dalla relazione depositata dalla Ctu del Tribunale per i minorennidell’Aquila relativa alla perizia sulla capacità genitorialedella coppia angloaustraliana. Nel documento viene rilevato come i minori vivano in un contesto caratterizzato da forte chiusura rispetto all’ambiente esterno, con conseguente riduzione delle occasioni di socializzazione e di confronto con il mondo circostante. Tale
condizione viene associata a un percorso di crescita limitato sul piano relazionale.
Per quanto riguarda i genitori, la mamma Catherine viene descritta come una persona rigida, con tendenza allo schematismo e un marcato bisogno di controllo, oltre a una difficoltà a rivedere le proprie convinzioni anche quando queste risultano penalizzanti per i figli. Papà Nathan condivide l’impostazione familiare orientata all’isolamento, legata al rifiuto del confronto con persone considerate portatrici di idee ritenute pericolose.
La relazione segnala inoltre condizioni abitative precarie, prive dei requisiti essenziali di salubrità,e la mancanza di un adeguato accesso all’assistenza sanitaria, in contrasto con il diritto alla salute costituzionalmente garantito.
Viene evidenziato anche come Nathan mostri un atteggiamento di dipendenza decisionale nei confronti della moglie nella gestione della cura dei figli, elemento che contribuirebbe a consolidare l’impostazione familiare descritta.
Nelle conclusioni, la relazione considera le competenze genitoriali di entrambi non adeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei minori, pur ritenendole suscettibili dimiglioramento. Viene infine sottolineata la necessità di garantire pienamente i diritti dei bambini, con particolare riferimento a istruzione, salute e socializzazione.
La posizione del consulente dei legali della famiglia nel bosco
“Un elaborato peritale unilaterale, tanto logorroico quanto inconsistente, con una bibliografia ferma al secolo scorso, forse alla laurea della Ctu,caratterizzato da errori metodologici macroscopici e checontestiamo nel merito”. Così lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei legali della famiglia nel bosco, commenta con l’ANSA l’elaborato depositato ieri dalla psichiatra Simona Ceccoli, incaricata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio sulla vicenda.
“In passato ho già detto che ero perplesso, soprattutto, manon solo, per quanto riguarda i test – prosegue Cantelmi -. Ora,
come previsto dalle norme, integreremo questo elaborato con lenostre note. Abbiamo venti giorni di tempo, ma le inconsistenzesono talmente macroscopiche che ne basteranno molti meno”.
Secondo Cantelmi “l’unica valutazione completa effettuata sui minori in relazione ai genitori è quella della Neuropsichiatria
della Asl Lanciano Vasto Chieti, che contraddice totalmentel’elaborato peritale e conferma tutte le nostre osservazioni.
Ovviamente la Ctu, come tutto il sistema, ha ignoratosistematicamente tutte le voci dissonanti“.








