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Dall’Aquila a Broadway, il ricordo del drammaturgo Mario Fratti

A tre anni dalla sua scomparsa, L’Aquila ricorda il grande drammaturgo Mario Fratti che conquistò Broadway.

L’Aquila ricorda Mario Fratti, drammaturgo aquilano di fama internazionale che conquistò Broadway.

Nel terzo anniversario della scomparsa di Mario Fratti, L’Aquila ricorda uno dei suoi figli più illustri, drammaturgo di fama internazionale e figura centrale del teatro del Novecento e contemporaneo. Fratti è stato una voce importante nel panorama culturale mondiale: autore di oltre novanta opere teatrali tradotte in ventuno lingue e rappresentate in più di seicento teatri nei cinque continenti, ha saputo tessere un filo tra la tradizione europea e la scena americana.

Formatosi tra L’Aquila e Venezia, laureato in Lingue e Letterature alla Ca’ Foscari, Fratti mosse i suoi primi passi come giornalista, poeta e autore teatrale. La sua scrittura si impose subito per la sua essenzialità e forza drammatica. Il primo riconoscimento arrivò con il dramma Il nastro (1959), premiato dalla RAI ma mai trasmesso per la crudezza del tema. La svolta arrivò nel 1962, quando al Festival dei Due Mondi di Spoleto il suo atto unico Suicidio colpisce Lee Strasberg, che lo invitò a New York.

Da quel momento la sua vita cambiò. Si trasferì negli Stati Uniti nel 1963 ed entrò nel cuore della scena teatrale americana: insegnò alla Columbia University e all’Hunter College, lavorò come critico teatrale e continuò a scrivere. La sua poetica si fondava su un principio chiaro: azione, conflitto ed essenzialità della parola. “Il teatro è azione. La parola deve camminare”, amava dire ai suoi studenti.

Mario Fratti

A New York diventò rapidamente una figura di riferimento del teatro contemporaneo, capace di unire la sensibilità europea alla concretezza della drammaturgia americana. La sua scrittura, asciutta e tagliente, riusciva ad affrontare con lucidità temi politici e sociali e il disagio della società contemporanea. Il riconoscimento arrivò con una lunga serie di premi e successi. Tra questi, i Tony Award, i Drama Desk Awards e numerosi altri riconoscimenti che ne consolidano la fama. Il suo nome viene spesso accostato ai grandi del teatro del Novecento, da Arthur Miller a Tennessee Williams, da Pirandello a Ionesco.

Un capitolo fondamentale della sua carriera è legato al musical Nine, ispirato a di Federico Fellini, tratto dalla sua commedia Six Passionate Women. Debuttato a Broadway nel 1982, il musical ottenne grande successo, restando in scena per due anni consecutivi e vincendo il Tony Award.

Nonostante il successo internazionale, Fratti rimase sempre profondamente legato alle sue origini. “Sono nato all’Aquila”, ripeteva spesso, rivendicando con orgoglio il suo legame con la città. L’Aquila resta infatti il punto di partenza e di ritorno simbolico della sua identità, anche durante gli anni americani.

La sua opera è stata interpretata dalla critica come una drammaturgia etica e civile, capace di dare voce agli ultimi, di denunciare le contraddizioni della società e di restituire al teatro la sua funzione più autentica: quella di luogo di verità. In occasione di questo anniversario, uscirà il volume Ricordando Mario Fratti, voci e memorie – Testimonianze ed interviste al grande drammaturgo aquilano, curato da Goffredo Palmerini, che raccoglie ricordi, riflessioni e testimonianze di una personalità del mondo istituzionale, accademico, teatrale e culturale, in Italia e all’estero.

Ricordando Mario Fratti di Goffredo Palmerini