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Vertenza 3G, 162 lavoratori in sciopero: “La sede resti a Sulmona”

Vertenza 3g, Trasferimento da Sulmona a Pescara: fronte unito contro lo spostamento. Regione Abruzzo e Comune al fianco dei 162 dipendenti

Vertenza 3G a Sulmona, mobilitazione contro il trasferimento a Pescara. Istituzioni e sindacati chiedono il rispetto della territorialità e la tutela dei 162 lavoratori.

La vertenza 3G torna al centro dell’attenzione con il presidio dei lavoratori della commessa Enel, questa mattina 10 aprile, in via San Polo a Sulmona. Al centro della mobilitazione, il trasferimento della sede lavorativa da Sulmona a Pescara, che mette a rischio la stabilità di 162 dipendenti e riaccende le preoccupazioni per il futuro occupazionale della Valle Peligna.

I sindacati hanno ribadito la necessità di bloccare lo spostamento e di garantire il rispetto delle tutele previste, a partire dalla clausola sociale. Sul tavolo anche il confronto con l’azienda subentrante, Accenture, chiamata a fornire garanzie chiare sia sul piano occupazionale che su quello contrattuale. Le interlocuzioni restano aperte e per la prossima settimana sono già stati fissati nuovi incontri istituzionali, decisivi per capire gli sviluppi della vicenda. Il fronte istituzionale è compatto, intanto, a sostegno dei lavoratori.

La sede deve restare a Sulmona. I 162 lavoratori non sono semplici numeri”. Così la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, intervenuta al presidio per esprimere vicinanza ai dipendenti. “Siamo consapevoli della grande preoccupazione che regna tra le famiglie –. Ha aggiunto –. Ma posso garantirvi che le istituzioni stanno seguendo la vicenda passo dopo passo”.

Scoccia ha ribadito la linea della Regione Abruzzo, definita “ferma e senza margini di trattativa” sulla localizzazione della sede, sottolineando come la permanenza a Sulmona rappresenti una condizione imprescindibile. Al centro della trattativa anche il rispetto integrale delle garanzie occupazionali: “I lavoratori non possono essere considerati costi in un bilancio, ma il cuore pulsante del territorio”.

Sulla stessa linea il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, che ha richiamato il principio della territorialità: “Va salvaguardata la clausola sociale che non può essere disgiunta dalla territorialità. Non basta dire che non ci saranno licenziamenti. Vogliamo che sia rispettato il diritto di ogni lavoratore a continuare a svolgere la propria mansione nella sede in cui ha iniziato a lavorare, ovvero a Sulmona.Come amministrazione, stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze per centrare questo obiettivo e continueremo a difendere la realtà occupazionale di Sulmona in tutte le sedi, con determinazione e convinzione, lavorando sui tavoli istituzionali insieme all’ assessore regionale Tiziana Magnacca e alle consigliere regionali Marianna Scoccia Maria Assunta Rossi presenti con me” continua il sindaco “Siamo ancora in attesa di ricevere risposte che abbiamo preteso di avere dalle due società interessate nell’ultima riunione. Ribadiremo questa nostra convinzione nuovamente nel tavolo che sarà convocato in Regione nei prossimi giorni, portando avanti questa lotta a favore dei nostri lavoratori. E non ci fermeremo qui sino a quando non sarà raggiunto l’ obiettivo, anche coinvolgendo il livello politico nazionale“.

Parole di sostegno anche dalla consigliera regionale Maria Assunta Rossi: “Ho partecipato con un sentimento che va oltre il ruolo istituzionaleè un sentimento personale, fatto di vicinanza, di rispetto e, lo ammetto, anche di amarezza”. Parole che segnano un coinvolgimento diretto nella vertenza, sottolineando come dietro i numeri ci siano storie e famiglie del territorio. “Qui non stiamo parlando di numeri, ma di persone che conosco, di volti, di famiglie che fanno parte della nostra comunità”, ha aggiunto, richiamando l’attenzione sulla dimensione sociale della crisi occupazionale che investe la Valle Peligna. La consigliera ha poi allargato lo sguardo alle responsabilità politiche maturate negli anni: “Sono stata eletta da poco più di due anni e mi trovo ad affrontare situazioni difficili che nascono da lontano, da scelte che non hanno saputo dare al nostro territorio la visione e le opportunità che meritava. E questo pesa, perché oggi ne vediamo le conseguenze, una dopo l’altra”. Un passaggio che evidenzia la consapevolezza di una crisi strutturale, ma anche la volontà di assumersi un impegno concreto. “Proprio per questo –. Ha concluso –. Sento ancora più forte il dovere di esserci, con serietà e rispetto, e di fare tutto ciò che è possibile affinché la 3G possa restare a Sulmona