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Nuova Pescara, referendum confermato a Spoltore: Masci verso la scadenza naturale del mandato

Il nuovo referendum di Spoltore complica il percorso della Nuova Pescara

Si complica il percorso della Nuova Pescara. La legge regionale ne prevede l’istituzione nel 2027, ma il Comune di Spoltore conferma l’indizione di un nuovo referendum. Consultazione anche a Montesilvano. In gioco anche la durata della consiliatura Masci.

Il percorso verso la Nuova Pescara procede tra accelerazioni e brusche frenate. Attualmente la legge regionale prevede la sua istituzione a partire dal gennaio 2027, quando i comuni interessanti, la stessa Pescara, Montesilvano e Spoltore, dovrebbero essere commissariati per arrivare entro sei mesi alle elezioni per la guida del nuovo ente. Insomma, pochi mesi di autonomia per il nuovo corso del sindaco Carlo Masci che ieri è stato impegnato nel primo Consiglio comunale dopo la conferma alle elezioni nelle 23 sezioni annullate dal TAR. In realtà la partita è ancora aperta, visto che non è esclusa una proroga alla legge regionale che potrebbe far slittare l’istituzione della Nuova Pescara. A complicare ulteriormente le cose, il nuovo referendum (dopo quello del 2014) indetto dal Comune di Spoltore e fissato per il prossimo 14 giugno, come da documentazione pubblicata sull’Albo Pretorio dell’Ente. Anche Montesilvano dovrebbe attivare la stessa consultazione una settimana dopo, ma su questo ci sono meno certezze, al momento.
Quello che è sicuro, è che l’esito del referendum sarà determinante per la sorte della Nuova Pescara, quantomeno per i tempi di istituzione. L’orizzonte del 2027 appare quindi sempre più sfocato, nonostante le pressioni del Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che sul punto non vuole tentennamenti.
Una situazione poco chiara che mette il sindaco Masci in posizione scomoda, senza un orizzonte temporale definito. In linea teorica, il suo mandato dovrebbe scadere nel 2029, in quanto per “continuità amministrativa” il quinquennio viene conteggiato dalle prime elezioni del 2024, e non dalla ripetizione nelle 23 sezioni annullate dal TAR. Uno scarto di due anni che da un lato consentirebbe a Masci di chiudere a scadenza naturale la consiliatura, dall’altro di superare le difficoltà politiche e burocratiche che per il primo gennaio 2027 sembrerebbero insormontabili.