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Famiglia del bosco, la relazione dei periti di parte: Traumi nei bimbi

La relazione dei periti della famiglia nel bosco, depositata al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, segnala l’assenza di condotte dannose da parte della madre e l’impatto traumatico della separazione sui minori, indicando come urgente il ripristino del nucleo familiare per tutelarne la salute psicologica.

La relazione dei periti della famiglia nel bosco, depositata al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, segnala l’assenza di condotte dannose da parte della madre e l’impatto traumatico della separazione sui minori, indicando come urgente il ripristino del nucleo familiare per tutelarne la salute psicologica.

L’acclarata assenza di condotte pregiudizievoli in capo alla madre (abusi o maltrattamenti), la documentata persistenza degli effetti traumatici derivanti dalla separazione dei minori dalle figure genitoriali, nonché le constatate difficoltà degli incontri da remoto ed in presenza, rendono urgente ed improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare, quale misura necessaria e prioritaria ai fini della tutela della loro salute psicologica”.  Queste le parole dei periti di parte della ‘famiglia del bosco’, Tonino Cantelmi e Martina Aiello, nella relazione depositata al Tribunale dei minorenni dell’Aquila il 3 aprile scorso nella quale evidenziano che “il protrarsi dell’attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela, mantiene la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l’insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bimbi”.

Famiglia nel bosco, firmato il contratto per il nuovo alloggio

Intanto, nei giorni scorsi, Nathan Trevallion, il padre della famiglia nel bosco, ha siglato in Comune l’accordo che gli assegna gratuitamente per due anni un nuovo alloggio. Una soluzione temporanea, pensata per superare le criticità emerse nelle valutazioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sull’abitazione precedente, ritenuta non adeguata sul piano igienico e strutturale. L’immobile individuato dall’amministrazione si trova a circa tre chilometri dal centro abitato, ha una superficie di circa 70 metri quadrati ed è dotato di impianti alimentati da energie rinnovabili e sistemi di isolamento. L’intesa prevede, nel periodo di concessione, anche l’impegno della famiglia a intervenire sul casolare originario, con lavori di ristrutturazione e ampliamento.

Famiglia nel bosco

Sempre prima di Pasqua, con una decisione ufficiale il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso l’allontanamento dei ‘bimbi del bosco’ dalla casa famiglia dove sono ospitati da oltre quattro mesi, modificando l’ordinanza del 6 marzo scorso con cui aveva disposto il trasferimento della mamma Catherine – eseguito nello stesso giorno – e degli stessi minori, mai eseguito.
Secondo quanto scritto nell’ordinanza, a convincere i giudici a sospendere l’allontanamento sono state le ultime relazioni della casa famiglia e la marcia indietro della stessa struttura che, il 23 marzo scorso, ha comunicato “la propria disponibilità a proseguire l’accoglienza dei minori presso la casa di accoglienza” precisando tuttavia che la decisione era “in via temporanea” e “auspicando che la situazione globale possa rasserenarsi al più presto, e in attesa degli ulteriori sviluppi del procedimento e delle determinazioni definitive che il Tribunale vorrà assumere”.