Il 6 aprile tra memoria e futuro
6 aprile, Casa dello Studente: il richiamo al valore della memoria e il rilancio sulla ricostruzione e sul futuro della città
A diciassette anni dal sisma del 6 aprile 2009, la città torna a raccogliersi davanti alla Casa dello Studente, luogo simbolo della tragedia
6 aprile 2026: memoria, ricostruzione e futuro. Questi i temi espressi dal sindaco dell’Aquila in occasione della commemorazione del 6 aprile, davanti alla Casa dello Studente, uno dei luoghi simbolo del sisma del 2009. A diciassette anni dal terremoto, il primo cittadino ha sottolineato come il tempo trascorso rappresenti una dimensione complessa, segnata da un percorso di crescita e trasformazione della città. “È un tempo lungo per chi coltiva il ricordo dentro di sé, ma non sono moltissimi se pensiamo ai passi in avanti che ha fatto questa città, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo della ricostruzione.”
Un percorso che, secondo il sindaco, non può dirsi concluso. Restano infatti nodi ancora aperti, in particolare sul fronte della ricostruzione pubblica. “C’è ancora molto da fare, ci sono dei ‘buchi neri’ da coprire e una ricostruzione pubblica da completare.” Nel suo intervento, il sindaco ha voluto però porre l’accento soprattutto sul futuro, indicando nelle giovani generazioni il vero perno della rinascita aquilana. Un riferimento esplicito ai ragazzi nati dopo il sisma e a quelli che hanno scelto di vivere e investire in città. “Si stanno gettando le basi per dare un futuro più solido alle nuove generazioni, a chi non era ancora nato il giorno del terremoto e oggi si affaccia alla maggiore età.”
Un ruolo centrale è attribuito anche alla presenza universitaria, con circa 10mila studenti che oggi contribuiscono a rendere più viva e dinamica la città. Una componente considerata strategica per consolidare un modello di sviluppo fondato su conoscenza, formazione e innovazione. Nel passaggio finale, il sindaco ha richiamato la sfida rappresentata da L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, evidenziando il valore della cultura come leva di rilancio anche in un contesto segnato da criticità strutturali. “È proprio questa la sfida: dimostrare che anche in territori complessi si può costruire una politica pubblica della cultura, coinvolgendo istituzioni, giovani e imprese creative.”








