Epatite A, allerta degli esperti sulle tavole di Pasqua
Aumentano i casi di epatite A in Italia, ecco come proteggersi durante i banchetti delle festività pasquali
Epatite A, allerta a tavola per le feste di Pasqua: focus su rischi legati al consumo di molluschi e cibi crudi
L’aumento dei casi di epatite A in Italia accende i riflettori anche sulle tavole, proprio mentre si avvicinano le festività pasquali, periodo in cui il consumo di alcuni alimenti rischiosi tende a crescere. Secondo i dati del sistema di sorveglianza Seieva coordinato dall’Istituto superiore di sanità, il 2025 ha registrato un aumento dei contagi rispetto all’anno precedente, con una tendenza in ulteriore rialzo nei primi mesi del 2026.
A preoccupare sono soprattutto i focolai concentrati in alcune regioni, tra cui Lazio, Campania e Puglia. Il virus dell’epatite A (HAV) si trasmette per via oro-fecale e, nella maggior parte dei casi, è legato al consumo di alimenti contaminati, in particolare molluschi crudi o poco cotti.
Il rischio a tavola
Le festività, così come quelle pasquali, con i loro menù invitanti e ricchi, sono un momento di convivialità importante ed è per questo che gli esperti consigliano di non rinunciare al gusto ma di scegliere il cibo con consapevolezza. L’attenzione si concentra proprio sui frutti di mare: cozze, vongole e altri molluschi possono diventare veicolo di infezione se coltivati in acque contaminate. In diversi casi segnalati, il consumo di questi alimenti è stato associato all’insorgenza dei contagi. In vista delle tavolate pasquali è richiesta maggiore prudenza nella scelta e nella preparazione degli alimenti. I cibi crudi, soprattutto se di origine incerta, rappresentano un rischio concreto. L’epatite A ha un periodo di incubazione fino a sette settimane. Attenzione però, perché i primi sintomi possono essere paragonabili a quelli influenzali: febbre, nausea, vomito, malessere generale. Successivamente, possono comparire segni più evidenti, tra cui, colorazione giallastra della pelle e degli occhi e dolore addominale. Le principali misure di prevenzione da adottare restano quelle di lavare accuratamente frutta e verdura, cuocere bene i molluschi, evitare il consumo di cibi crudi di origine incerta e mantenere un’accurata igiene delle mani.
Esiste un vaccino contro l’epatite A, raccomandato dai medici soprattutto a chi è esposto anche lavorativamente a maggior rischio. Ma, anche in questo caso, l’attenzione quotidiana resta un’arma efficace.






