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Anarchico arrestato dalla Digos L’Aquila, Biondi: Operazione di alto livello

Operazione antiterrorismo tra L’Aquila e Teramo: arrestato un uomo accusato di propaganda e addestramento online. Il plauso del sindaco Biondi alla Polizia

Propaganda e addestramento via web, arrestato un anarchico dalla Digos Italia: Biondi elogia l’operazione della Polizia

Desidero esprimere, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità aquilana, il più sentito apprezzamento e le congratulazioni alla Polizia di Stato per l’importante operazione antiterrorismo”.

Si apre con le parole del sindaco dell’Aquila e presidente Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi, il commento all’operazione che nella mattinata odierna ha portato all’arresto di un cittadino italiano residente in provincia di Teramo, accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo e apologia aggravata.

Un intervento complesso e delicato – ha aggiunto Biondi – che testimonia ancora una volta l’elevatissimo livello di professionalità, preparazione e capacità investigativa delle nostre Forze dell’ordine”.

Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come, di fronte a fenomeni di radicalizzazione e propaganda violenta, spesso veicolati attraverso strumenti digitali, sia “fondamentale poter contare su apparati dello Stato capaci di intervenire con tempestività ed efficacia”.

A eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata la Polizia di Stato, con personale della Digos dell’Aquila e del Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Abruzzo, supportati dalle strutture centrali impegnate nel contrasto all’estremismo e al terrorismo interno e dalla Polizia postale. Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale antiterrorismo dell’Aquila, hanno permesso di ricostruire un’attività ritenuta particolarmente pericolosa. Secondo quanto emerso, l’uomo, dichiaratamente vicino a posizioni anarchiche di matrice primitivista e accelerazionista, avrebbe diffuso online istruzioni dettagliate per la fabbricazione artigianale di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi. Materiale che comprendeva manuali e prontuari per la costruzione e l’assemblaggio di pistole e fucili, anche con l’utilizzo di stampanti 3D, oltre a indicazioni operative per la realizzazione di ordigni, accompagnate da immagini e contenuti di propaganda violenta.

Nel mirino, anche obiettivi strategici, tra cui data center e società di gestione patrimoniale e di investimento, anche a livello internazionale. L’attività investigativa ha inoltre evidenziato una costante opera di istigazione alla commissione di attentati contro infrastrutture e centri nevralgici della vita civile, in nome di una visione radicale orientata alla distruzione della società tecnologica. Secondo gli inquirenti, l’indagato avrebbe anche esaltato la figura di Theodore Kaczynski, noto come “Unabomber”, indicandolo come modello da emulare e incitando alla ribellione contro il sistema tecnologico e democratico.