Autismo, consapevolezza oltre il 2 aprile
Giornata mondiale dell’autismo: il richiamo ai diritti, all’inclusione e all’impegno quotidiano delle associazioni e delle famiglie
Istituita dalle Nazioni Unite, la Giornata mondiale dell’autismo del 2 aprile richiama ogni anno l’attenzione su diritti, inclusione e qualità della vita delle persone nello spettro autistico
Il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza del disturbo dello spettro autistico e richiamare l’attenzione sui diritti delle persone e delle loro famiglie.Una ricorrenza internazionale, oltre alla sensibilizzazione, punta a favorire inclusione, rispetto e partecipazione attiva nella società, contrastando isolamento, stigma e disuguaglianze che ancora oggi colpiscono molte persone autistiche.
Sul solco tracciato dalle Nazioni Unite, si incunea il messaggio dell’Associazione Autismo Abruzzo, nel sottolineare come il 2 aprile non possa essere ridotto a una mera giornata simbolica. “Il 2 aprile non è solo una ricorrenza, ma una responsabilità che portiamo avanti ogni giorno – scrive Dario Verzulli, presidente dell’Associazione. – Da anni Autismo Abruzzo dà voce alle famiglie, sensibilizza e chiede risposte concrete, perché i diritti delle persone nello spettro autistico non possono fermarsi all’infanzia né restare sulla carta.”
Il richiamo è quello di superare una visione limitata e frammentaria dell’autismo, condizione che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita e che richiede servizi continui, percorsi strutturati e politiche inclusive, volte a garantire autonomia, dignità e piena partecipazione.
La Giornata mondiale dell’autismo deve rappresentare, quindi, un momento di riflessione collettiva, e l’occasione per ribadire che la consapevolezza deve tradursi in azioni concrete. Le Nazioni Unite hanno infatti indicato questa ricorrenza come uno strumento per costruire una società più inclusiva e attenta ai bisogni delle persone neurodivergenti.
“La giornata dell’autismo è piena di parole, immagini, messaggi. Ma poi c’è il lavoro quotidiano, quello fatto di crisi, tentativi, piccoli passi che sono grandi conquiste, comportamenti difficili da comprendere e da gestire”, il senso di una riflessione di Matteo Gioia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, nel richiamare l’attenzione su ciò che spesso resta fuori dalla narrazione del convivere ogni giorno al fianco della neurodivergenza. Per Gioia, la consapevolezza vuol dire comprendere che dietro ogni comportamento esiste un bisogno, e non voltarsi dall’altra parte quando quel bisogno è difficile. Come dire, esserci costantemente, anche nei giorni a venire. Il livello di consapevolezza di una comunità si misura infatti, nel vivere quotidiano.






