Università di Teramo, no tax area a 26.000 euro
1 aprile 2026 | 17:06
All’Università di Teramo la no-tax area sale da 24.000 a 26.000 euro di ISEE: la soglia più alta tra gli atenei abruzzesi.
Innalzata la no-tax area da 24.000 a 26.000 euro di ISEE all’Università di Teramo: la soglia non è mai stata così alta tra gli atenei abruzzesi. UnivAq mantiene la soglia a 22.000.
All’Università di Teramo si raggiunge un risultato importante nell’ambito della riforma del sistema contributivo universitario, che ha portato all’innalzamento della no-tax area da 24.000 a 26.000 euro di ISEE, primo caso tra i maggiori atenei abruzzesi.
“Si tratta di un intervento tutt’altro che neutro: è una misura concreta di aiuto e di rafforzamento del diritto allo studio”, afferma UdU Teramo. “L’aumento della soglia di esenzione consente di estendere la platea di studentesse e studenti che potranno accedere all’università senza dover sostenere il peso delle tasse, incidendo direttamente su quelle condizioni materiali che troppo spesso determinano, ancora oggi, chi può permettersi di studiare e chi no”.
“Parliamo di una scelta che interviene su un nodo strutturale: il costo dell’istruzione universitaria come fattore di selezione sociale. Innalzare la no-tax area significa depotenziare questo meccanismo, spostando l’asse del sistema verso una maggiore equità e riaffermando il principio fondamentale che l’Università deve essere un luogo accessibile, non un privilegio riservato a chi ha le migliori condizioni economiche”, proseguono.
Questo risultato assume un valore ancora più rilevante se considerato nel contesto attuale, segnato da un ulteriore aumento del costo della vita e da una crescente difficoltà, per molte famiglie, nel sostenere spese anche essenziali. Intervenire sulle soglie ISEE non è quindi un atto formale, ma una risposta vera e concreta ad un bisogno reale, che riguarda una parte ampia della popolazione studentesca.
“La rimodulazione delle contribuzioni per le fasce ISEE molto elevate, a partire dai 70.000 euro, rappresenta una scelta di redistribuzione: alleggerire il carico su chi ha meno, chiedendo un piccolo contributo maggiore a chi ha di più. È un’impostazione che riteniamo giusta e necessaria, in quanto consente di rafforzare il carattere pubblico dell’Università senza scaricare i costi su chi già oggi incontra molte difficoltà”, sottolineano gli studenti. “Un lavoro portato avanti con grande determinazione all’interno degli organi accademici, che ha permesso di riportare al centro del dibattito il tema dell’equità nel sistema contributivo e di tradurlo in un risultato tangibile”.
Un riconoscimento importante è stato rivolto al Rettore Christian Corsi e alla governance dell’Ateneo teramano : “Apprezziamo il coraggio di aver preso una scelta del genere, in un territorio che soffre la concorrenza di atenei pubblici più grandi o telematici, e in un momento storico in cui l’Università pubblica soffre di un definanziamento cronico. È da qui che vogliamo continuare: dalla costruzione di un sistema universitario che non riproduca le disuguaglianze sociali, ma che si faccia invece parte attiva nell’abbatterle”.

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