Nella processione del Venerdì Santo il cammino silenzioso dei francescani
Dalla tradizione che attraversa 70 anni di storia alla presenza fedele dell’Ordine Francescano Secolare, la processione del Venerdì Santo a L’Aquila si conferma rito identitario e comunitario. Le parole di Monica Placidi raccontano il senso profondo di una partecipazione che unisce generazioni.
C’è un momento, a L’Aquila, in cui il tempo sembra sospendersi e la città intera si raccoglie in profondo raccoglimento. È il Venerdì Santo, quando le strade si fanno silenziose e la luce della sera accompagna la solenne processione che, dal 1954, attraversa memoria e identità collettiva. Giunta alla sua 70′ edizione, interrotta solo da eventi eccezionali come il terremoto del 2009 e l’emergenza sanitaria, questa tradizione non è soltanto un rito religioso, è patrimonio vivo, inciso nell’anima della città.
Tra i passi cadenzati del corteo, tra i canti solenni e le luci soffuse, durante la Processione del Venerdì Santo sfileranno anche quest’anno i fratelli e le sorelle dell’Ordine Francescano Secolare di San Bernardino , presenza discreta e fedele che da decenni accompagna questo appuntamento. Il loro stendardo si muove con dignità antica, segno di una devozione che si rinnova ogni anno e che affonda le radici in una storia lunga più di un secolo.
La Processione, nel tempo, si è arricchita anche di un valore artistico significativo. Molte delle opere che la compongono sono espressione di arte moderna, in gran parte realizzate da Remo Brindisi o ispirate ai suoi disegni. I simulacri del Cristo morto e la Grande Croce, conosciuta anche come “Il Martirio”, sono stati recentemente restaurati dagli allievi del corso di restauro dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Un intervento importante, il primo dopo oltre 70 anni, affidato dai Cavalieri del Venerdì Santo, l’associazione che dal 2000 cura con dedizione l’organizzazione della processione e la conservazione delle opere, formalmente appartenenti ai frati della Basilica di San Bernardino. La scultura del Cristo Morto, in particolare, racconta un dialogo creativo che unisce Milano e L’Aquila, mentre Remo Brindisi elaborava i bozzetti nel capoluogo lombardo, a L’Aquila il progetto prendeva forma grazie all’abilità artigianale della famiglia Cicchitti e di Fedele Brindisi, che nel laboratorio di Palazzo Farinosi Branconio trasformava il legno di pioppo in un’opera di intensa suggestione.

Ma al di là dell’arte e della storia, ciò che rende unica questa processione è il suo valore umano e spirituale, ben raccontato dalle parole di Monica Placidi, docente aquilana e ministra dell’Ordine Francescano Secolare di San Bernardino . “Per noi terziari dell’Ordine Francescano Secolare di San Bernardino – spiega Monica Placidi sentito dal Capoluogo – la Processione del Venerdì Santo ha un valore molto alto. È stata istituita dal caro Padre Casimiro Centi, frate minore, originario di Pianola, morto in odore di santità, di cui si sta intentando la causa di beatificazione. La processione del Venerdì Santo per decenni è stata organizzata dal Tof, oggi Ofs. Noi terziari, sotto la guida attenta di Padre Casimiro, siamo cresciuti con questo appuntamento annuale, partecipando fin da bambini con gli abitini cuciti su misura, le bambine con la divisa da Giglio, i maschietti con quella da paggetto. La nostra fraternità, da sempre presente nel corteo, anche quest’anno ci sarà, insieme ai terziari dell’Ofs di San Pio X, con il rinnovato stendardo che reca l’immagine del Santo senese”.
Dietro queste parole si intravede una storia fatta di volti, gesti e opere concrete. La fraternità francescana secolare di San Bernardino è tra le più longeve d’Abruzzo, presente da oltre un secolo nei locali del convento dei frati minori. Le lapidi nella cappella del Terz’Ordine ricordano, tra le altre, le sorelle Cinalli, scomparse nel 1923, segno di una memoria custodita con cura. Negli anni ’40 del secolo scorso fu proprio Padre Casimiro a ridare slancio alla fraternità, promuovendo iniziative che ancora oggi risuonano attuali, dalla fondazione dello Sporting Club Tof, che avvicinò molti giovani alla spiritualità francescana, alla creazione della rivista “La Vetta”, fino all’impegno concreto per i più bisognosi con un centro di raccolta e distribuzione di indumenti e una piccola ma significativa biblioteca. Quello spirito di servizio non si è mai spento. Negli anni ’90, grazie all’intuizione di PadreQuirino Salomone,nacque Pane Tau, una mensa per i poveri diventata luogo di incontro e solidarietà, dove ogni giorno si condividono pasti semplici e gesti di attenzione, spesso grazie alla collaborazione con i supermercati cittadini.
Oggi la fraternità, guidata spiritualmente da Padre Luciano Milantonio, conta 35 professi, di cui molti attivamente coinvolti. Gli incontri settimanali del mercoledì rappresentano un momento di formazione e crescita, arricchito spesso dalla presenza di ospiti e relatori esterni, in un percorso continuo che unisce fede, cultura e comunità. “E così – continua Monica Placidi – quando il corteo del Venerdì Santo torna a snodarsi tra le vie dell’Aquila, per noi non è solo una rievocazione, è una storia che continua a camminare. Nei passi dei confratelli, nel legno delle statue, nei canti che attraversano la notte, vive una tradizione che si rinnova, capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso segno di fede e appartenenza. E in quel silenzio carico di significato, si rinnova anche una promessa antica: custodire la memoria, vivere la fede, restare insieme”.







