Madonna che scappa, vietati i tradizionali mortaretti
Stop ai mortaretti per la “Madonna che scappa in piazza” a Sulmona. Sindaco e Vescovo esprimono rammarico e chiedono soluzioni
A Sulmona la tradizionale “Madonna che scappa in piazza” si svolgerà senza i mortaretti. Per Sindaco e Vescovo viene meno una parte del rito identitario. Questioni di sicurezza, per la Questura
Questo mortaretto non s’ha da fare! A Sulmona la tradizionale “Madonna che scappa in piazza”, uno dei riti pasquali più rappresentativi dell’Abruzzo, si prepara a svolgersi senza uno dei suoi elementi simbolici più riconoscibili: lo scoppio dei mortaretti. Una decisione che ha portato il Sindaco del Comune di Sulmona e il Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva a esprimere una posizione congiunta sul tema. Il provvedimento, adottato dalla Questura dell’Aquila anche per l’edizione di quest’anno, infatti, non autorizza l’utilizzo dei mortaretti durante la celebrazione. Una scelta legata a esigenze di sicurezza, che le istituzioni locali dichiarano di comprendere e rispettare, pur evidenziando il rammarico per l’assenza di un elemento storicamente centrale nella rappresentazione.
La “Madonna che scappa in piazza” rappresenta infatti un momento identitario per la città, capace di intrecciare fede, storia e senso di appartenenza. La tradizione dei mortaretti, che accompagna l’incontro tra la Madonna e il Cristo risorto, ha segnato per generazioni un passaggio simbolico preciso, inciso nella memoria collettiva della comunità . Nel documento si sottolinea come il fragore dei mortaretti non sia soltanto un effetto scenico, ma un linguaggio condiviso, capace di esprimere in modo immediato il significato del rito. La loro assenza, quindi, rischia di incidere sulla percezione complessiva della celebrazione, privandola di una componente fortemente identitaria.
Sindaco e Vescovo hanno inoltre espresso pieno sostegno alla Confraternita di Santa Maria di Loreto, che negli anni ha curato la sacra rappresentazione e che, anche in questa occasione, ha avanzato proposte per conciliare sicurezza e continuità della tradizione, senza tuttavia ottenere le necessarie autorizzazioni. Nella nota congiunta, viene evidenziato come l’utilizzo limitato e controllato dei mortaretti, per pochi secondi e in un’area circoscritta, non abbia storicamente comportato rischi per l’incolumità pubblica. Da qui l’auspicio di poter riaprire un confronto con le autorità competenti, per individuare soluzioni condivise che permettano in futuro il ripristino di questa consuetudine.
Nel frattempo, le istituzioni invitano cittadini e visitatori a partecipare con rispetto ai riti della Settimana Santa, sottolineandone il valore religioso, culturale e turistico.





