Chiude il Centro ascolto Giovani dell’Associazione Veronica Gaia Di Orio ad Avezzano
Dopo 8 anni chiude il Centro di ascolto giovani dell’Associazione Veronica Gaia Di Orio. “Abbiamo chiesto più volte di rinnovare il protocollo, ma dall’amministrazione nessuna risposta”
Avezzano, chiude il Centro di ascolto per i giovani dell’Associazione Veronica Gaia di Orio: “nessun rinnovo del protocollo da parte del Comune”.
“L’amministrazione comunale di Avezzano ha deciso di non rinnovare il Protocollo di Intesa con l’Associazione di
Volontariato ODV ETS Veronica Gaia di Orio per la ricerca e la lotta alla depressione giovanile.
Si comunica, pertanto, che da oggi, 30 marzo 2026, le uniche attività di sostegno gratuito di cui usufruivano i giovani avezzanesi non verranno più svolte”. Lo annuncia in una nota inviata alla stampa l’associazione, per conto del professor Ferdinando Di Orio.
“Dopo 8 anni viene interrotto un servizio che ha preso in carico oltre 1.100 giovani di Avezzano e della Marsica (vedi il libro “La depressione giovanile: un grido silenzioso. La condizione giovanile nella pandemia da COVID in una città del centro sud d’Italia, Avezzano” di Ferdinando di Orio. Roma 2022), che fu preso a modello nella nostra regione e in altre regioni del Paese“, continua l’associazione.
“Grazie al Centro di Ascolto Giovani di Via Treves abbiamo ascoltato e curato i nostri giovani ed intrapreso attività innovative a sostegno dei giovani e delle loro famiglie. Ci siamo occupati del disagio giovanile e delle implicazioni sociali che esso comporta: la proposta di attivazione dello psicologo scolastico e dello psicologo di famiglia nascono all’interno della nostra associazione. In particolare siamo stati i primi, a livello regionale, ad attivare nel 2019 la figura dello psicologo scolastico. Contando solo sulle nostre risorse economiche e seguendo in modo totalmente gratuito i nostri utenti, abbiamo avviato quella che, in seguito è diventata diffusa pratica negli Istituti scolastici del nostro Paese.
Un lavoro impegnativo e stimolante avviato nel 2018, grazie alla sensibilità dell’allora sindaco De Angelis, degli assessori Casciere e Cipolloni e della dirigente Laura Ottavi“.
Spiega l’associazione “Senza aver ricevuto alcuna comunicazione, ci siamo trovati di fronte ad una situazione già degradata, con una lenta ed inesorabile estromissione dagli spazi che aveva l’associazione in comodato d’uso gratuito. Il personale volontario della nostra associazione e, purtroppo, i nostri giovani utenti hanno dovuto subire il distacco della luce e del riscaldamento fin dal 31 gennaio 2025 e il graduale peggioramento delle condizioni igienico sanitarie degli ambienti e dell’area circostante. Pur in queste difficilissime condizioni, abbiamo continuato a svolgere la nostra attività e a seguire i nostri meravigliosi giovani in un centro di ascolto che, giorno dopo giorno, si trasformava in un cantiere edile. Da allora, per ben due mesi, esponendoci a rischi di carattere assicurativo, abbiamo cercato di ottenere il rinnovo del protocollo scaduto; abbiamo cercato di contattare e chiesto di incontrare più volte l’assessore Di Berardino, il sindaco Di Pangrazio e il dirigente del settore Arch. Ferretti e, constatata la sua assenza, alcuni suoi gentili collaboratori. Tutto inutile, nessuna risposta sensata e nessuna proposta condivisa, solo rinvii mai rispettati, senza avere lo stile amministrativo di una pubblica amministrazione che si assume le responsabilità delle scelte che compie”.
“Ci chiediamo se tutto questo abbia a che fare con le prossime elezioni amministrative, il periodo potrebbe dare adito a sospetti, forse non comprendendo che l’attività di volontariato è, per definizione, lontana da ogni comportamento ed atteggiamento clientelare. Come potrebbero, e sarebbe molto meschino, aver avuto peso, in questo scomposto periodo di elezioni amministrative, le lamentele di qualche gruppo professionale, ovviamente contrario, alla nostra assoluta volontà di operare sempre in modo totalmente gratuito. Tutti i volontari della nostra Associazione sono sinceramente rammaricati per i giovani e per le loro famiglie, che avevano riposto in noi tanta fiducia, e che ora perderanno il nostro sostegno amorevole e disinteressato verso i loro figli e saranno esposti a qualche onere economico in più.
Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto in questi anni – conclude l’associazione – e restiamo convinti che i nostri giovani abbiano bisogno di un sostegno da parte delle amministrazioni pubbliche”.









