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Al San Salvatore, primo prelievo in Abruzzo di organi da donatore a cuore fermo

All’Aquila eseguito il primo prelievo di organi da donatore a cuore fermo in Abruzzo. Coinvolta la rete trapiantologica regionale.

Per la prima volta in Abruzzo è stato eseguito un prelievo di organi da donatore a cuore fermo. L’intervento è stato realizzato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Un passaggio rilevante per la rete trapiantologica regionale, coordinata dal Centro trapianti Abruzzo–Molise. La procedura di prelievo, è stata resa possibile grazie alla volontà espressa in vita dal donatore, che ha consentito l’attivazione di un percorso sanitario complesso finalizzato al trapianto. Un processo che richiede tempi rapidi, coordinamento tra diverse strutture e il coinvolgimento di numerose professionalità.

Il prelievo da donatore a cuore fermo rappresenta infatti una procedura particolarmente delicata, che amplia le possibilità di donazione e rafforza la capacità del sistema sanitario di rispondere alle esigenze dei pazienti in lista d’attesa. “Si tratta di un passaggio molto importante per la nostra rete trapiantologica – ha dichiarato la responsabile del Centro regionale trapianti Abruzzo–Molise , Daniela Maccarone –. Ogni donazione è un atto di fiducia e il risultato raggiunto dimostra l’efficacia del lavoro coordinato tra le diverse strutture coinvolte.”

Sul piano clinico, il direttore della Chirurgia generale e dei trapianti dell’ospedale aquilano, Fabio Vistoli, ha evidenziato come un intervento di questo tipo richieda non solo competenze tecniche, ma anche rapidità, organizzazione e capacità di lavorare in rete. Un’attività che ha permesso di valorizzare le professionalità presenti all’interno dell’ospedale e il confronto con centri di riferimento nazionali.

Gli organi prelevati sono stati destinati a diversi centri: il fegato è stato trapiantato presso il Policlinico Gemelli di Roma , mentre i reni sono stati trapiantati all’ospedale dell’Aquila, offrendo ai pazienti riceventi una concreta possibilità di cura. La procedura è stata coordinata dal Centro regionale trapianti Abruzzo–Molise e ha coinvolto numerose unità operative del San Salvatore, tra cui Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Laboratorio Analisi, Anatomia Patologica, Laboratorio di Tipizzazione Tissutale, 118 e Medicina Legale, con il supporto della Direzione sanitaria di presidio. Determinante anche il contributo della Cardiochirurgia della Asl di Chieti e del Centro regionale trapianti della Regione Lazio, che hanno garantito supporto specialistico nelle fasi più complesse, assicurando il rispetto dei protocolli previsti per questo tipo di donazione.