Spaccio di cocaina a conduzione familiare in Valle Peligna, arrestata 52enne
Oltre 600 cessioni di droga in 2 mesi: arrestata 52enne di Pettorano sul Gizio ritenuta regista dello spaccio di cocaina in Valle Peligna
Un traffico di droga continuo, con centinaia di cessioni di cocaina in poche settimane. Al centro dell’indagine una donna ritenuta la regista dello spaccio nell’area peligna.
Custodia cautelare in carcere per una 52enne di Sulmona,Patrizia Ciccone, ritenuta figura centrale in un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti tra Sulmona, Introdacqua e Pratola Peligna. I Carabinieri della stazione di Roccaraso hanno eseguito l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, su richiesta della Procura.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe gestito un traffico di droga dai volumi rilevanti, coordinando familiari e collaboratori e organizzando sia l’approvvigionamento sia la vendita al dettaglio, principalmente dalla propria abitazione a Pettorano sul Gizio.
Le indagini hanno documentato, tra fine gennaio e fine marzo 2025, circa 640 episodi di cessione di stupefacenti. Alla donna vengono contestati, al momento, 27 episodi di spaccio, in parte commessi con altre persone – alcune già identificate – altre ancora in corso di identificazione.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati individuati circa 65 acquirenti abituali e 14 persone coinvolte a vario titolo. Gli accertamenti, portati avanti con intercettazioni, pedinamenti, analisi dei tabulati telefonici e sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di delineare un’attività considerata dagli inquirenti sistematica e ben organizzata.
Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati quantitativi di droga e arrestate sei persone tra corrieri e custodi. Diversi acquirenti sono stati fermati subito dopo l’acquisto, con il sequestro di dosi di cocaina e hashish e segnalazioni per uso personale. Accertati anche alcuni casi di guida sotto l’effetto di stupefacenti.
Secondo la Procura, la donna avrebbe avuto un ruolo di direzione, decidendo quantitativi, modalità di vendita e nascondigli della droga, in un’attività definita “a conduzione familiare” ma con numeri significativi.
L’indagata, che resta presunta innocente fino a sentenza definitiva, sarà interrogata nei prossimi giorni dal giudice per fornire la propria versione dei fatti.







