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Da Eduardo Mesa Rabi a Alessandro Scaramella, lotta libera all’Aquila tra campioni e nuove generazioni #nonsolocalcio

Da Eduardo Mesa Rabi ad Alessandro Scaramella, la nuova puntata di #nonsolocalcio racconta la lotta libera tra esperienza, giovani talenti e crescita sportiva.

Eduardo Mesa Rabi, campione italiano e panamericano di lotta libera e già sparring partner del bronzo olimpico Abraham Conyedo, accompagna la nuova puntata di #nonsolocalcio all’interno dell’Eagle Fight Team, realtà sportiva aquilana in cui discipline come lotta libera e MMA diventano occasione di crescita per bambini, ragazzi e adulti.

La sua esperienza internazionale rappresenta il punto di partenza per raccontare il lavoro quotidiano in palestra e il percorso di chi si avvicina agli sport di combattimento, tra preparazione tecnica, disciplina e gestione delle emozioni. “Ho fatto lotta fin da piccolino, a Cuba, passando per tutte le categorie giovanili fino alle competizioni internazionali. Ho acquisito tanta esperienza che oggi cerco di mettere a disposizione dei ragazzi”, racconta ai microfoni del Capoluogo Eduardo Mesa Rabi, aquilano d’adozione e oggi allenatore all’interno dell’associazione. Un passaggio, quello da atleta a tecnico, che apre una nuova fase del percorso sportivo: “È bello, ma è diverso. Sto imparando insieme a loro. Mi piace insegnare e trasmettere quello che ho vissuto. L’obiettivo è far crescere anche il gruppo dei bambini, che è importantissimo”.

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Tra i giovani atleti spicca Alessandro Scaramella, classe 2002, campione italiano universitario (lo abbiamo seguito nella sua esperienza ai campionati nazionali universitari per il Cus) e protagonista ai Campionati del mondo Under 23, esperienza che ha rappresentato un passaggio significativo nel suo percorso sportivo. “Il mondiale è stata la gara più difficile soprattutto a livello emotivo. Quando esci dall’Italia ti rendi conto di quanto sia alto il livello tecnico. La differenza la fa la capacità di gestire le emozioni”, spiega Scaramella, sottolineando l’importanza di una preparazione completa: “In questo sport bisogna allenare tutte le qualità: corsa, forza e tecnica”.

Un aspetto centrale riguarda i pregiudizi che spesso accompagnano gli sport di contatto. “Ci sono tanti tabù” osserva Mesa Rabi “ma gli sport di combattimento insegnano disciplina. Si combatte seguendo regole precise e la prima cosa che si impara è il rispetto. Quello che si fa qui, rimane qui”.

La dimensione educativa dello sport emerge anche nelle parole del presidente dell’associazione Marco Zannetti: “L’MMA comprende diverse discipline, dalla lotta libera al grappling fino allo striking. Abbiamo corsi per bambini e adulti, senza differenze, perché questo sport permette di confrontarsi con persone diverse e sviluppare maggiore consapevolezza”.

Lo sport come spazio in cui costruire fiducia, capacità di affrontare le difficoltà e spirito di gruppo: tutto questo e molto altro nella 24’puntata di #nonsolocalcio. Rivedila!