Vince il NO al Referendum sulla Giustizia, decisivo il voto dei giovani
Referendum sulla Giustizia, il No prevale e il voto dei giovani fa la differenza
Il No vince il referendum sulla Giustizia con circa il 54%: decisivo il voto dei giovani, protagonisti anche nell’affluenza e nella mobilitazione nelle piazze italiane
Il referendumcostituzionale sulla riforma della Giustizia si è chiuso con una vittoria chiara del No che ha sfiorato il 54% quando lo scrutinio era ormai alle battute finali. Ma più del risultato in sé, a fare rumore è il peso del voto delle nuove generazioni.
Secondo quanto riportato da Sky TG24, che ha analizzato i flussi e le intenzioni di voto attraverso i sondaggi YouTrend, il segnale era già percepibile prima ancora dell’apertura delle urne. Tra i 18 e i 34 anni, il No risultava in vantaggio con il 56,7%, secondo soltanto alla fascia 35-49 anni. Un’indicazione che ha trovato conferma nelle rilevazioni post voto.

Le stime del consorzio Opinio Italia per la Rai fotografano un quadro ancora più netto: tra i più giovani il No raggiunge il 61,1%, mentre il Sì si ferma al 38,9%. Un divario che tende progressivamente a ridursi con l’aumentare dell’età, fino a ribaltarsi tra gli over 55, dove il Sì prevale, seppur di misura.
Più si abbassa l’età, più cresce il rifiuto della riforma. Una tendenza che ribalta uno dei luoghi comuni più radicati della politica italiana: quello di una generazione disinteressata e distante dalle urne. L’affluenza, attestata intorno al 59%, sopra le aspettative, racconta invece di una partecipazione attiva, in cui i giovani hanno avuto un ruolo tutt’altro che secondario. E la risposta non è rimasta solo nei numeri. A Roma, piazza Barberini si è riempita già nel pomeriggio di studenti e attivisti, diventando il simbolo di una mobilitazione che ha accompagnato l’esito del voto. Qui è arrivata anche Elly Schlein, che ha rivendicato il contributo delle nuove generazioni sottolineando come “abbiano fatto la differenza”, nonostante le limitazioni al voto per i fuorisede.

Scene simili anche a Firenze, dove davanti a Palazzo Vecchio il fronte del No ha festeggiato la vittoria. Proprio da lì, il costituzionalista Tommaso Montanari ha letto il dato generazionale in chiave politica: più si scende con l’età, più il No si rafforza. Un segnale che, secondo lui, indica come “la Costituzione continui a essere percepita dai giovani non come un’eredità statica, ma come un progetto vivo“.
Sulla stessa linea anche Enrico Grosso, avvocato, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino e presidente onorario del comitato ‘Giusto dire NO, che ha parlato di entusiasmo giovanile verso i temi costituzionali.







