PMI abruzzesi, una su quattro ha subìto un attacco informatico negli ultimi anni
In Abruzzo cresce il rischio cyber per le Pmi: attacchi in aumento, ma solo il 12% accede ai fondi per la sicurezza digitale.
Cresce il rischio cyber per le Pmi abruzzesi: più attacchi e poca prevenzione, con fondi ancora poco utilizzati.
“Un’azienda abruzzese su quattro ha subìto almeno un attacco informatico negli ultimi anni, ma solo il 12% ha beneficiato dei fondi per migliorare la sicurezza”. Così Ezio Rainaldi, presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, ha commentato i dati emersi nella terza edizione di Cyber Index Pmi, il rapporto annuale promosso da Confindustria, Generali Italia e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) per misurare la consapevolezza e la maturità in materia di sicurezza digitale delle piccole e medie imprese. Dal rapporto emerge che le Pmi sono sempre più esposte a minacce informatiche con una capacità di evolversi molto più elevata della loro capacità di adattarsi.
Il 77% delle imprese ha difficoltà a dare seguito ai primi passi compiuti nella sicurezza digitale: un’analisi che mostra come in Abruzzo, e in tutto il Centro-Italia, vi sia una sorta di stasi al riguardo. “A frenare l’evoluzione è una percezione del pericolo ancora troppo bassa: solo il 32% delle aziende ritiene, infatti, che le azioni malevole dei criminali rappresentino un fattore che concorre a esporre a rischio il proprio business. Le nostre aziende non devono farsi trovare impreparate”, spiega Rainaldi. “Anticipare la trasformazione digitale e incrementare la sicurezza dei sistemi informatici è l’unica via per evitare gli attacchi ai sistemi delle imprese. La gestione del rischio cyber diventa il presupposto necessario per preservare indipendenza strutturale, capacità di innovazione e resilienza sui mercati”.
Ad aumentare è la frequenza di attacchi informatici, ma non solo. Secondo il Rapporto, nel 2025 il panorama della cybersecurity per le Pmi ha raggiunto un livello di complessità senza precedenti: l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha conosciuto un’impennata di episodi cyber sul piano nazionale, con 1.549 eventi solo nel primo semestre (+53% rispetto al primo semestre 2024) e 1.253 nel secondo semestre (+30% sul secondo semestre 2024). Il 2,5% delle imprese che hanno registrato un attacco ha avuto, inoltre, conseguenze operative o finanziarie negative in seguito all’incidente, mentre nel 6% dei casi si sono rese indispensabili significative misure di risposta.
Ampio spazio è dedicato anche all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, la cui “velocità con cui è entrata nei processi di business ha spesso superato la capacità delle aziende di metterla in sicurezza”. Il direttore di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Francesco De Bartolomeis, evidenzia come l’utilizzo dell’AI possa rappresentare un acceleratore della minaccia: “La tecnologia non è più un semplice strumento nelle mani dell’uomo, ma un operatore autonomo capace di orchestrare intere campagne di attacco. Questi agenti possono gestire quasi in autonomia l’intero processo, dalla ricerca del target all’effettiva violazione, abbattendo le barriere d’ingresso per i criminali meno esperti e permettendo una pericolosa industrializzazione del crimine informatico ai danni delle imprese”.
Oggi le aziende possono beneficiare di programmi specifici e forme di finanziamento, promosse a livello nazionale ed europeo, che vanno dal sostegno diretto dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale agli incentivi fiscali relativi all’innovazione digitale. In Italia, la spesa delle imprese in servizi di cybersecurity ha toccato nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro, attestando un andamento in crescita del 12%.
Tra le imprese abruzzesi che hanno già usufruito di un sostegno economico, un buon 42% ha conseguito un livello di maturità cyber alto. “In quest’ottica diventa prioritario colmare il deficit informativo che ancora coinvolge il 39% delle imprese, ignare di tali opportunità. Trasformare i fondi istituzionali da risorsa per pochi a strumento di crescita diffusa è il passaggio necessario per contribuire alla messa in sicurezza del nostro sistema produttivo”, conclude il presidente Rainaldi.







