L’Aquila, 40 anni di risonanza magnetica
Celebrati 40 anni di risonanza magnetica. L’ evento si è tenuto all’Università: ricerca, innovazione e nuove prospettive con l’AI
All’Aquila una giornata di studi per celebrare 40 anni di risonanza magnetica tra storia scientifica e innovazione tecnologica
Quarant’anni di ricerca, innovazione e applicazioni cliniche: l’Università degli Studi dell’Aquila ha celebrato questo importante traguardo con la giornata di studi “40 anni di MRI – La risonanza magnetica dalle origini al futuro”, ospitata presso il Centro Congressi “Luigi Zordan”.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra mondo accademico, sanitario e industriale, ripercorrendo l’evoluzione della risonanza magnetica e analizzando le prospettive offerte dalle nuove tecnologie e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale.
Il legame tra L’Aquila e la risonanza magnetica affonda le radici negli anni Ottanta, quando presso l’ospedale del capoluogo fu installata una delle prime apparecchiature in Italia, la MR5000 da 0,5 Tesla. Da quel momento si è sviluppata una collaborazione strutturata tra ricerca universitaria, pratica clinica e innovazione industriale, che ha contribuito alla crescita di un polo di eccellenza in radiodiagnostica riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
L’evento, promosso dall’Università degli Studi dell’Aquila e dalla ASL 1 Abruzzo, con il coinvolgimento di Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila e Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, ha visto la partecipazione di esperti del settore radiologico e neuroradiologico, oltre a medici, studenti e rappresentanti istituzionali.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati i principali ambiti di sviluppo della disciplina: dalla storia della scuola radiologica aquilana all’evoluzione della neuroradiologia, dai sistemi di risonanza magnetica a basso e bassissimo campo fino alle applicazioni più avanzate dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico.
Ad aprire il programma scientifico è stato Ernesto Di Cesare, professore ordinario di Radiodiagnostica e direttore della U.O.C. di Radiologia dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, che ha evidenziato il valore della sinergia tra ricerca, clinica e tecnologia nello sviluppo del polo aquilano.
Un percorso condiviso anche con il mondo industriale, come sottolineato dal CEO di Esaote, Franco Fontana, che ha richiamato una collaborazione ultradecennale basata sullo scambio continuo di competenze e sull’innovazione tecnologica nel campo dell’imaging medicale.


