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Il Cristo morto di Remo Brindisi torna a splendere

Presentato dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila il primo restauro, dopo oltre 70 anni, del celebre simulacro del Cristo Morto realizzato nel 1954 da Remo Brindisi. Un intervento che restituisce valore artistico a una delle opere più rappresentative della tradizione religiosa cittadina legata alla processione del Venerdì Santo.

L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila ha presentato ufficialmente il restauro della scultura del Cristo Morto, realizzata nel 1954 da Remo Brindisi per la tradizionale Processione del Venerdì Santo del capoluogo abruzzese. Un intervento atteso e significativo, che restituisce alla comunità uno dei simulacri più evocativi della devozione aquilana.

Si tratta del primo restauro affrontato dalla statua in oltre 70 anni. L’opera è stata affidata nei mesi estivi all’Accademia dai Cavalieri del Venerdì Santo, l’associazione laica che dal 2000 cura l’organizzazione della processione e la manutenzione dei simulacri, formalmente di proprietà dei frati della basilica di San Bernardino.  La scultura del Cristo Morto nasce da un dialogo creativo tra Milano e L’Aquila. Remo Brindisi, allora residente nel capoluogo lombardo, elaborava i bozzetti seguendo le indicazioni di Salvatore Roccioletti, ideatore della processione. A L’Aquila, invece, prendeva forma concreta il progetto grazie al lavoro artigianale di Cicchitti e, in particolare, del padre dell’artista, Fedele Brindisi, che nel laboratorio di Palazzo Farinosi Branconio trasformava le tavole di pioppo in un’opera di intensa suggestione.

cristo morto remo brindisi

Il restauro è stato al centro della tesi di laurea di Irene Conte, presente alla conferenza stampa di presentazione. All’incontro hanno preso parte la docente di restauro Grazia De Cesare, il presidente e il direttore dell’Accademia, Rinaldo Tordera e Marco Brandizzi, il presidente dei Cavalieri del Venerdì Santo Antonio Ruzza e l’imprenditore Eliseo Iannini. Un momento di condivisione che ha sottolineato il valore storico, artistico e identitario dell’opera. Presenti anche padre Daniele Di Sipio rettore della basilica e la consigliera comunale Laura Cococcetta. 

Questo restauro, realizzato come istituto nell’ambito del corso di restauro, rappresenta per noi un’eccellenza e un esempio virtuoso di collaborazione. I nostri corsi svolgono un ruolo importantissimo e spero che il progetto che stiamo portando avanti con le opere di Remo Brindisi possa anche arrivare a una pubblicazione“, ha dichiarato MarcoBrandizzi.

Ci ricorda ciò che il signore ha vissuto fino in fondo per redimere l’umanità. Colui che ha dato tutto per portarci alla gioia della Pasqua”, così il rettore della Basilica Padre DanieleDi Sipio. 

È stato un restauro impegnativo, realizzato in tempi quasi record e con un approccio conservativo. L’obiettivo è sempre quello di permettere all’opera di continuare a vivere nella sua matericità il più a lungo possibile. In questo caso si è lavorato rapidamente non perché fosse più semplice, ma perché il simulacro non poteva mancare alla processione. Le criticità principali erano strutturali, con distacchi e fessurazioni delle tavole lignee che si erano aperte come un guscio, con il rischio di infiltrazioni. Dopo la parte strutturale si è intervenuti con ricomposizione, stuccature e ritocchi mirati, verificando le vernici e ripristinandole solo dove necessario“, così Grazia De Cesare, docente di restauro.

Le interviste

Cristo Morto Remo Brindisi

Questo restauro – è il commento del Presidente dell’Accademia, Rinaldo Tordera – testimonia quanto sia importante la collaborazione tra l’Accademia, le istituzioni e la comunità. Restituire vita al Cristo Morto di Brindisi significa restituire alla città non solo un’opera d’arte, ma un simbolo di identità e di rinascita. È un risultato che unisce la competenza dei nostri giovani, la passione del territorio e la forza della memoria condivisa”. 

“Grazie all’Accademia di Belle Arti – ha aggiunto il Presidente dell’Associazione del Venerdì Santo Antonio Ruzza – e benedico il suo intervento. Il Cristo morto aveva bisogno urgente di un intervento che non ci facesse perdere soprattutto le originali pitture che erano molto rovinate”.

Il simulacro, imponente nelle dimensioni, quasi 1 metro e mezzo di altezza che superano i 2 metri con il basamento, per una lunghezza di circa 5 metri,  raffigura il corpo esanime di Cristo disteso su un catafalco ligneo nero. Ai lati sono dipinti gli stemmi delle famiglie nobili aquilane che contribuirono alla sua realizzazione, mentre a capo e a piedi compaiono rispettivamente lo stemma dell’arcivescovo dell’epoca, Costantino Stella, e quello della municipalità. Il volto poggia su un cuscino di velluto nero finemente ricamato. Particolarmente affascinante è la scelta cromatica dell’opera. Brindisi individuò il colore del corpo di Cristo in modo del tutto singolare: osservando casualmente il riflesso di un’aringa arrosto in una vetrina milanese. Quel tono — un oro scuro con sfumature nere, verdastre e gialle — divenne la cifra distintiva della scultura, arricchita da applicazioni di oro in foglia nelle parti più sporgenti.

Il drappo di velluto nero che riveste il catafalco è impreziosito da ricami in oro e argento realizzati dalle suore Giuseppine di Chieti, raffiguranti i simboli della Passione di Cristo. Nella prima edizione della processione, tuttavia, il corpo di Gesù venne coperto da un velo, per volontà dei frati che ritenevano inopportuno mostrarne la nudità. L’artista si oppose a questa scelta e, già l’anno successivo, incaricò il doratore Amedeo Cicchitti di rimuovere il tulle al momento dell’uscita dalla basilica.

A completare la figura, ogni Venerdì Santo alle ore 20, viene posta sul capo di Cristo un’aureola in argento e oro, realizzata nel 1960 dall’orafo Armando Di Rienzo di Scanno grazie alle offerte degli aquilani emigrati in America.

La Croce di Remo Brindisi pronta per la processione del Venerdì Santo, terminato il restauro

Lo ricordiamo, nel 2025 era stata restaurata la grande Croce di Remo Brindisi, nota come Il Martirio, il più antico simulacro della processione del Venerdì Santo realizzato nel 1954 dal Maestro. L’intervento conservativo è stato avviato lo scorso anno e affidato all’Accademia di Belle Arti  dell’Aquila: in particolare è stato eseguito dallo studente Daniele Muggia, che ne ha fatto oggetto di tesi di laurea, con la supervisione della restauratrice Grazia De Cesare, docente del corso di Restauro dei manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti. Si tratta di una composizione simbolica in legno inciso e traforato che raffigura tutti gli elementi iconografici tipici della Passione, la Croce, appunto, i chiodi, il martello, la spugna, la lancia, la scala, le tenaglie e il Volto Santo. La Grande Croce – che misura 225 x 150 x 4,5 cm (esclusi il piedistallo e il basamento per il trasporto a spalla) – è in legno, preparato a gesso e colla, dipinto con una pellicola di smalto nero alchidico, con particolari in foglia d’argento meccato.

Questo restauroha dichiarato il Presidente Rinaldo Torderatestimonia quanto sia importante la collaborazione tra lAccademia, le istituzioni e la comunità. Restituire vita al Cristo Morto di Brindisi significa restituire alla città non solo unopera darte, ma un simbolo di identità e di rinascita. È un risultato che unisce la competenza dei nostri giovani, la passione del territorio e la forza della memoria condivisa.

Grazie allAccademia di Belle Artiha aggiunto il Presidente dellAssociazione del Venerdì Santo Antonio Ruzza e benedico il suo intervento. Il Cristo morto aveva bisogno urgente di un intervento che non ci facesse perdere soprattutto le originali pitture che erano molto rovinate.

Dopo il restauro della Croce processionale nel 2023, lintervento sul Cristo Morto rappresenta il secondo progetto realizzato nellambito della convenzione tra ABAQ e lAssociazione dei Cavalieri del Venerdì Santo. Un percorso condiviso che consolida il ruolo dellAccademia come centro di formazione e tutela del patrimonio artistico locale, capace di unire ricerca, tradizione e innovazione, e di restituire al territorio opere che sono insieme beni culturali e simboli di fede.

Cristo Morto Remo Brindisi