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Referendum giustizia, i fuorisede non potranno votare a distanza

Ai referendum sulla giustizia i fuorisede non potranno votare a distanza, ma c’è un’alternativa: candidarsi come rappresentanti di lista.

Ai referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, i fuorisede non potranno votare a distanza: l’alternativa è candidarsi come rappresentante di lista.

Il decreto Elezioni approvato alla fine di dicembre per i referendum sulla giustizia non prevede infatti la possibilità di voto per i cittadini temporaneamente domiciliati fuori dal proprio Comune in vista delle consultazioni.

Una scelta che molti hanno giudicato “un passo indietro difficile da comprendere“, soprattutto alla luce dei livelli di astensione registrati negli ultimi anni. Anche perché, in occasione delle Europee 2024 e dei referendum 2025, era stata avviata una sperimentazione che aveva rappresentato un primo passo concreto verso una riforma strutturale estesa a tutte le consultazioni elettorali.

In questo contesto, diversi elettori hanno guardato a una soluzione alternativa: proporsi come rappresentanti di lista. Si tratta di persone incaricate da partiti, movimenti o comitati promotori di assistere alle operazioni di voto e scrutinio nei seggi elettorali. Durante il servizio verificano la regolarità delle procedure e, limitatamente alle loro funzioni, operano come pubblici ufficiali.

Il rappresentante di lista può votare nel seggio in cui è nominato, anche se risulta iscritto nelle liste elettorali di un altro Comune. Si tratta di una delle rarissime eccezioni al principio vigente in Italia secondo cui si vota esclusivamente nel proprio Comune di iscrizione elettorale. Proprio questa eccezione potrebbe essere utilizzata da una parte dei circa 5 milioni di italiani fuorisede per partecipare ai referendum senza dover rientrare nella città di origine.

Il 22 e 23 marzo i cittadini saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Il testo interviene sull’assetto della magistratura e prevede, tra i punti principali, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.

Le votazioni si svolgeranno tra domenica e lunedì: i seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Al termine delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio.

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