Famiglia nel bosco, il Tribunale allontana la madre e separa i bambini
Il Tribunale ha disposto l’allontanamento della madre e la separazione dei bambini della famiglia nel bosco.
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ordina l’allontanamento della madre e la separazione dei fratelli della famiglia nel bosco
Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare la mamma dei bambini del bosco dalla casa famiglia nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori. Lo ha confermato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, prima di entrare nella casa famiglia dove oggi è in programma la perizia psicologica sui bambini.
“C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato – spiega – che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso diallontanare i bambini e separare la madre“.

“Probabilmente questa consulenza, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta“, ha chiosato l’avvocato visibilmente irritato dalla decisione dei giudici. Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. La perizia è in programma oggi 6 e domani 7 marzo.
L’intervento dell’avvocato Solinas
“Mi chiedo se il Tribunale fosse a conoscenza della consulenza di oggi o se abbia agito senza neanche sapere ciò che stava facendo. E questo mi preoccuperebbe ancora di più. Io so soltanto che è un’ordinanza irricevibile, macroscopicamente errata, nei presupposti logici e giuridici, che andrà assolutamente rivista e corretta”.
Lo ha dichiarato, davanti alla casa famiglia di Vasto dove oggi erano in programma le perizie psicologiche sui bambini, l’avvocata Danila Solinas che, insieme a Marco Femminella, assiste Nathan e Catherine.
“Oggi stiamo allontanando tre bambini dalla madre econtinuiamo a parlare dei minori, ci riempiamo la bocca parlando della tutela, dell’integrità di questi minori,e poiconsentiamo che, a distanza di neppure tre mesi, questi bambinivengano sradicati per la seconda volta. Bambini che eranofelici!
Qualcuno spieghi loro – ha continuato l’avvocato – perché la mamma è stata cacciata, qualcuno spieghi loro perché,per l’ennesima volta, verranno portati altrove, anzi, ce lospieghi l’assistente sociale, che è venuta qui ad aspettare chela madre venga cacciata! Ai bambini comunichino la decisione, lofacciano coloro che hanno l’onere di farlo, perché i genitorisono sotto shock”.
Sulla concomitanza di tempi fra decisione del Tribunale e giorni stabiliti per le perizie con i test ai bambini e ai genitori “ci chiediamo – ha detto ancora Solinas – il Tribunalelo sapeva, e quindi il tatto del Tribunale per i minorennidell’Aquila è questo? O forse ignorava che oggi questi due genitori per l’ennesima volta sisarebbero sottoposti ai test?
Qualcuno venga a dire a questi trebambini che vengono divisi dalla madre e dica anche loro perché, dal momento che non c’è un solo motivo per cui oggi questa donna puòessere allontanata.
Quali sono i motivi, le paroledell’assistente sociale? La stessa assistente sociale per cuiabbiamo avanzato istanza di ricusazione e di allontanamento? È affidabile lei?”.
“L’equilibrio psichico dei bambini è stato messo a rischiosoprattutto da soggetti istituzionali deputati alla loro tutela,io ho diversi nomi”, ha risposto Solinas ai cronisti che, citando l’ordinanza, riferivano dei passaggi in cui si legge che la madre mette a rischio l’equilibrio psichico dei bimbi.
Alla domanda se lei e il collega presenteranno un nuovoricorso contro questa ordinanza Solinas ha risposto “Assolutamente sì”.
Le motivazioni del Tribunale dei Minorenni
In una relazione citata dal Tribunale, si spiega che “la madre manifesta frequenti scattid’ira”, è “oppositiva alle indicazioni del personale e utilizzamodalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici,spesso alla presenza dei figli e degli altri minori, i qualihanno verbalizzato disagio e tensione”.
Gli educatori segnalano un episodio nel quale la donna si sarebbe rifiutata di rientrare nel proprio appartamento, pretendendo di dormire nella stanza dei figli “mostrando un atteggiamento marcatamente oppositivo enon collaborativo che siamo stati costretti ad assecondare”. Ancora, sottolinea la relazione, “la madre non rispetta piùla nostra regola di svolgere gli incontri protetti con il padree ultimamente con nonna e zia materna, all’interno dellastruttura, nello spazio neutro o in alternativa all’esterno, masu una ampia terrazza posteriore all’ingresso, lontana dalletelecamere e dai giornalisti. Il problema è costituito dallapresenza costante di giornalisti all’esterno della struttura,con telecamere e obiettivi puntati all’interno del cortile,situazione che genera un ulteriore fattore di stress pertutti i minori ospiti, limitando anche la fruizione degli spaziesterni per tutelarne la privacy”.
L’ultima relazione citata dai giudici, e datata 26 febbraio, “comunica l’ulteriore intensificazione degli interventi ostativi
della madre avvenuta nella settimana successiva”.
“Catherine – sottolinea il Tribunale – ignora totalmente i ruoli e le figureprofessionali presenti all’interno della comunità, decidendo eattuando in maniera del tutto autonoma e contraria alledirettive, spiegate più volte, rispetto alle sue modalità dicollocamento”
Le reazioni
Una decisione “che ci terrorizza“. Con queste parole Marina Aiello, una delle psicologhe che compone il team dei periti della ‘famiglia del bosco’, ha commentato la decisione del tribunale dei minorenni dell’Aquila. “Non ho ancora parlato con i genitori – ha detto entrando nella struttura protetta -, siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda“.
Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni: “Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti – prosegue Terragni – aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini’. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”.
Conclude Terragni: “In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medicoindipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”.
“Il bene primario da tutelare– ha sottolineato la garante per Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis – deve essere la salute psicofisica dei minori. È necessario che ogni decisione tenga conto prima di tutto della loro stabilità emotiva e del loro equilibrio.” Secondo la garante, bambini già esposti a cambiamenti traumatici non dovrebbero subire ulteriori stravolgimenti nella loro quotidianità. “Non è pensabile che minori già gravemente segnati da situazioni difficili vengano sottoposti a nuovi shock dopo aver cambiato radicalmente vita solo pochi mesi fa”, ha dichiarato.
“Noi come casa famiglia non abbiamo chiesto il trasferimento. Quella è una valutazione che fa lapsicologa. Non lo abbiamo chiesto noi come struttura”. Lo ha dichiarato ai giornalisti, davanti ai cancelli della casa
famiglia di Vasto, un componente del consiglio di amministrazione della struttura, rispondendo a domande sul perché avessero avanzato, a fine febbraio, al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, la richiesta di trasferire madre e figli in altra sede idonea. A quanto appreso allora, in una lettera si chiedeva di valutare il trasferimento dalla casa famiglia di Vasto, dove la madre e i tre bambini della ‘famiglia nel bosco’ si trovano dal 20 novembre scorso, per criticità nella gestione quotidianadovuta al mancato rispetto delle regole interne e delle modalitàorganizzative previste dalla comunità. Gli operatori riferivano di episodi di tensione e comportamenti ritenuti non conformi ai protocolli, anche in relazione agli accessi e alla gestione degli spazi condivisi.
“Siamo molto preoccupati perché fare una perizia su bambini, su minori richiede molte competenze; però noi vogliamo offrire la nostra collaborazione“: è quanto dichiara all’ANSA lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte dei legali che assistono la coppia della ‘famiglia nel bosco’, nel giorno in cui è in programma la perizia psicologica sui tre bambini. “Quanto al ricongiungimento dei bimbi ai genitori‘dipende dai giudici, ma confido sul buon senso – dice Cantelmi -. Ogni giorno che passa è un dolore in più”.“Nonostante tutte le perplessità che abbiamo sulla metodologia, su come sono andate finora le cose in questaperizia e su come potrebbero andare, tuttavia noi offriamo tutta la nostra collaborazione – conclude Cantelmi – perché si possano fare le migliori osservazioni su questi bambini che hanno necessità di tre cose: che genitori vengano restituiti loro, che abbiano un’abitazione idonea e che siano monitorati da un’équipe socio-sanitaria della Asl“.









