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Noi Moderati in Forza Italia, affare fatto: i nuovi assetti politici

Manca solo l’ufficializzazione al passaggio di Noi Moderati in Forza Italia, come cambia lo scenario politico

Ultime interlocuzioni per definire il passaggio di Noi Moderati in Forza Italia. Come cambia l’assetto politico in Abruzzo e nella provincia dell’Aquila. De Angelis: “Si conferma crescita e attrattività del partito”.

È ormai cosa fatta la confluenza di Noi Moderati in Forza Italia, operazione politica che l’onorevole Giuseppe Bicchielli sta portando avanti in diverse realtà territoriali, compreso l’Abruzzo e la provincia dell’Aquila, con Marianna Scoccia, consigliera regionale e responsabile provinciale di Noi Moderati, impegnata in interlocuzioni costanti con Paolo Barelli e Antonio Tajani, per definire un passaggio politico di cui ormai mancano solo piccolissimi dettagli. Nei prossimi giorni, il percorso troverà ufficializzazione, grazie alla sintonia politica tra i rappresentanti dei rispettivi partiti, che su scala locale porterà a decisivi assestamenti, a partire da un ruolo ancor più importante per Forza Italia che continua a mostrare una grande vivacità politica. “Accogliamo con piacere l’ingresso di un gruppo forte e ben organizzato sul territorio – commenta il coordinatore provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis – che rappresenta l’ulteriore rafforzamento di un partito in crescita”.

Una crescita, sicuramente, che come tutti i movimenti in espansione provoca assestamenti i cui effetti saranno tutti da verificare, dal comunale al regionale. Sul piano locale, gli aggiustamenti riguarderanno sicuramente Sulmona, con gli equilibri interni del partito che certamente cambieranno con i nuovi ingressi e evidentemente si dovranno ridiscutere ruoli e competenze. Ma non solo a Sulmona: Noi Moderati è ben strutturato sul territorio, con diversi amministratori e ruoli negli enti, un corredo che renderà presumibilmente più robusto l’aggiustamento all’interno del partito. A livello regionale, il tutto si tradurrà nel passaggio di Marianna Scoccia in Forza Italia, complicando gli equilibri. In quel momento, infatti, Forza Italia avrà sia il presidente del Consiglio regionale che il vicepresidente. Nulla di nuovo sotto il cielo di un costume politico che ormai ha ampiamente superato questi “dettagli”, ma che in vista del percorso verso l’allargamento della Giunta regionale potrebbe rappresentare uno spunto di riflessione non trascurabile. L’orientamento politico sembrerebbe essere quello di chiudere la partita dell’allargamento della Giunta in sede di modifica dello Statuto, entro l’anno, e quindi procedere con una ridefinizione degli equilibri politici, un rimpasto necessario per le mutate condizioni, ma niente di politico. È ormai nota l’avversione del presidente Marsilio anche al solo termine, ma d’altra parte nel momento in cui cambiano i numeri delle “poltrone” alcuni cambiamenti saranno inevitabili. Magari in quel contesto potrebbe concretizzarsi uno switch tra Roberto Santangelo, che da assessore potrebbe andare alla Presidenza del Consiglio regionale, e Lorenzo Sospiri, che da presidente potrebbe passare a un assessorato. Passaggio più o meno indolore, in quanto “interno” allo stesso partito e quindi senza grossi “rimbalzi” dal punto di vista politico, anche se bisognerebbe capire – nell’eventualità – come la prenderebbe la consigliera regionale Antonietta La Porta, subentrata a Santangelo nel momento della nomina ad assessore e che con il rientro dello stesso in Consiglio evidentemente  perderebbe il posto.
Difficilmente, però, se ne parlerà prima della modifica dello Statuto, anche per non incorrere nelle ire di Marsilio, che nei rimpasti ha la sua personale “kryptonite”.

Insomma, se ne riparlerà a tempo debito, intanto Forza Italia gongola, incassando adesioni importanti che non solo rappresentano un allargamento della struttura del partito in termini di rappresentanti, ma anche in termini di “voti”, non essendo un mistero il corredo elettorale in dote ai nuovi forzisti. La “cura De Angelis” sembra far molto bene a livello provinciale a un partito che ormai anche a livello nazionale ha superato la svolta critica del post Berlusconi.