Logo
Mojtaba Khamenei nuova Guida suprema dell’Iran: “È lui l’anima nera del Regime”

Con l’uccisione di Ali Khamenei, l’Assemblea degli Esperti nomina il figlio Mojtaba come Guida suprema. Lo scenario aggiornato.

Mojtaba Khamenei, secondogenito di Ali Khamenei, nuova Guida suprema dell’Iran. Esmail Mohades: “È lui l’anima nera del Regime dietro la repressione”.

Con l’uccisione di Ali Khamenei nei bombardamenti di USA e Israele sull’Iran, la Guida suprema passa nelle mani del secondogenito, Mojtaba, 56enne, scelto dall’Assemblea degli Esperti per guidare il Paese in questo complicato momento. “In realtà – spiega lo scrittore iraniano Esmail Mohades al Capoluogo d’Abruzzo – Ali Khamenei aveva detto pubblicamente che il figlio non sarebbe stato tra i successori, mentre nel testamento avrebbe poi previsto diversamente. Ad ogni modo, è lui l’anima nera del Regime dietro la guida del padre. Entra in scena nel 2009 con la rielezione di Ahmadinejad, è lui che ha guidato i Pasdaran per pilotare la nomina, così com’è lui che li ha guidati nella sanguinaria repressione delle proteste. E sono gli stessi Pasdaran che hanno fatto pressione per la sua nomina oggi”.
Insomma, sembra essere cambiato poco nella leadership iraniana dall’inizio della guerra, anche se c’è da capire come reagiranno USA e Israele e se cercheranno di eliminare fisicamente anche il successore di Ali Khamenei. Ad ogni modo la guerra va avanti in uno scenario sempre più complesso: “Abbiamo sempre sostenuto che il Regime non potesse cadere con interventi dall’esterno e bombardamenti dall’alto” sottolinea Mohades. “Evidentemente il sistema difensivo dell’Iran è stato distrutto, Israele è entrato con truppe di terra in Libano, ma l’Iran è vastissimo, impossibile da controllare territorialmente dall’esterno. Per questo ribadiamo la necessità del sostegno alla lotta interna e del riconoscimento del Consiglio nazionale della Resistenza, che ha annunciato la formazione di un governo di transizione. La Resistenza ha uomini e donne in grado di guidare un progetto democratico di inclusione, una soluzione che conviene a tutti, anche agli altri Paesi arabi sotto attacco dell’Iran”.