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Luciano D’Amico a Grandangolo: “2025 anno delle promesse elettorali mancate”

Luciano D’Amico ospite della nuova puntata di Grandangolo: sanità e bilancio regionali, referendum sulla giustizia e prospettive future.

Luciano D’Amico, capogruppo di Patto per l’Abruzzo in Consiglio regionale, ospite della nuova puntata di Grandangolo: “2025 anno delle promesse mancate da parte del Governo regionale, sanità come macchina con il serbatoio bucato”.

Nella nuova puntata di Grandangolo, intervista a tutto tondo a Luciano D’Amico, capogruppo di Patto per l’Abruzzo in Consiglio regionale. Sanità, bilancio, referendum, tanti i temi caldi affrontati nell’intervista, a partire da un bilancio sul 2025: “È stato un anno importante, ma anche l’anno in cui le promesse della campagna elettorale 2024 si sono rivelate disattese“. Nel mirino dell’opposizione finiscono in particolare sanità e gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo D’Amico, il 2025 ha confermato “la grave situazione della sanità abruzzese”, con un disavanzo rilevante e difficoltà crescenti di accesso alle cure.
Tra i temi centrali la mobilità passiva, con i pazienti che si curano fuori regione, che “pesa” per circa 100 milioni di euro l’anno: “È come se ogni anno finanziassimo medici e infermieri di altre regioni”, osserva D’Amico. E cita: “È inutile aggiungere benzina se il serbatoio è bucato. Prima bisogna turare il buco”.
Per l’esponente dell’opposizione, la soluzione non è aumentare le tasse, ma riorganizzare il sistema. “È davvero necessario avere quattro Asl per 1,3 milioni di abitanti?” E poi: “Il governo regionale deve scegliere dove collocare gli ospedali di secondo livello“, criticando la scelta del “secondo livello diffuso” su quattro ospedali di primo livello: “Una trovata per non scontentare nessuna provincia, bocciata dai ministeri e rinviata al 2028″. Con 19 strutture ospedaliere per 1,3 milioni di abitanti, secondo il consigliere è indispensabile una razionalizzazione e una forte specializzazione dei poli. E accanto alla riorganizzazione, D’Amico insiste sulla prevenzione: “Non solo screening, ma educazione a corretti stili di vita”. E richiama i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e il dato abruzzese: “Il 30% dei bambini è obeso: dobbiamo intervenire subito”.

Capitolo a parte, il bilancio regionale. Con la sanità che assorbe circa il 96% del bilancio regionale, su un totale di circa 5 miliardi, tra partite di giro, fondi sanitari, trasporti e fondi vincolati europei, restano 200-300 milioni di margine: “Con queste risorse si può fare moltissimo” sostiene D’Amico. La proposta simbolo è il trasporto pubblico gratuito: “Costerebbe circa 30 milioni l’anno in più. Oggi il trasporto locale è già finanziato per l’80% dal pubblico; coprire il restante 20% sarebbe una rivoluzione per aree interne, studenti, famiglie e ambiente”.
Inevitabile un passaggio sul referendum sulla riforma della Giustizia: “Sono convintamente per il No al referendum. Non è una riforma, ma un tentativo di ridurre l’autogoverno della magistratura”. Critica in particolare l’ipotesi di smembrare il Csm e introdurre il sorteggio dei membri togati, che a suo giudizio rafforzerebbe il peso della componente politica.
Infine le prospettive future: “Un politico deve rispondere agli elettori per il mandato ricevuto. Saranno loro a decidere chi potrà rappresentare meglio le esigenze future”.

L’intervista integrale

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