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Appalti pilotati Asl1, assolti i primari Ricci e Bafile

Appalti Asl1, accolta la linea della Procura: nessun dolo nelle procedure di gara per la fornitura di materiale sanitario al San Salvatore.

Presunte irregolarità negli appalti della Asl1 L’Aquila, assolti con rito abbreviato i primari Alessandro Ricci e Gennaro Bafile dalle accuse di turbativa d’asta e falso.

Erano cinque le persone imputate nell’ambito dell’inchiesta su presunti appalti pilotati alla Asl1 L’Aquila, nell’ambito dei bandi milionari vinti dalla Meditronic. Si trattava di due primari e tre funzionari amministrativi.
Per Ricci, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia, e Bafile, primario di Chirurgia vascolare del San Salvatore restano in piedi solo alcune contestazioni minori. Prosciolti i funzionari.

“Esprimo grande soddisfazione per la decisione del Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale dell’Aquila che ha assolto con rito abbreviato il primario di Chirurgia vascolare dell’ospedale San Salvatore, Gennaro Bafile, e il direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia, Alessandro Ricci, insieme al dirigente e ai funzionari amministrativi della Asl 1 coinvolti nell’inchiesta relativa ad alcune procedure di gara per la fornitura di materiale sanitario destinato al nosocomio aquilano”, così il presidente del Comitato ristretto dei sindaci e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Il Gup – ricorda Biondi – ha accolto la stessa richiesta formulata dal pubblico ministero che in aula ha evidenziato l’assenza di comportamenti dolosi da parte degli imputati e la necessità concreta di procedere all’acquisto dei presidi sanitari per garantire interventi indispensabili a pazienti in attesa di operazione”.

“Si chiude così un capitolo che elimina quelle ombre che si erano addensate sulla sanità pubblica aquilana che, finalmente, si sono rivelate inesistenti. L’assoluzione
– dichiara Biondi – segna un passaggio fondamentale e conferma, ma non ne avevamo bisogno, piena dignità professionale a chi ha sempre operato nell’interesse esclusivo della salute collettiva.
È doveroso, allo stesso tempo, riconoscere il rigore e la correttezza delle indagini e della parte inquirente che con senso delle istituzioni ha chiesto l’assoluzione prendendo atto dell’assenza di dolo in coerenza con il principio di equilibrio tra la tutela della legalità e la presunzione di innocenza che è alla base dell’azione giudiziaria”.