L’Ecce Homo da 15 milioni, nuovo cittadino aquilano
Il capolavoro di Antonello da Messina, l’“Ecce Homo”, approda a L’Aquila: una sorpresa da parte del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, legato alla città.
L’“Ecce Homo” di Antonello da Messina arriva al MuNDA e diventa a tutti gli effetti un residente aquilano: la sorpresa del Ministro Giuli che ha stupito piacevolmente anche il sindaco Pierluigi Biondi.
Una sorpresa in piena regola per L’Aquila: l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina arriverà al MuNDA, Museo Nazionale d’Abruzzo nei prossimi mesi, in occasione dell’anno che vede il capoluogo abruzzese L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro della Cultura Alessandro Giuli durante il Forum in Masseria 2026 a Saturnia e ha colto piacevolmente di sorpresa anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
L’OPERA
Il dipinto, unica opera di Antonello da Messina rimasta sul mercato internazionale, è stato acquisito dal Ministero della Cultura per oltre 14.9 milioni di euro attraverso una trattativa privata con la casa d’aste Sotheby’s. Sarà lo stesso ministro a riportarlo in Italia tra meno di quaranta giorni, prima dell’avvio del percorso espositivo nazionale.
Piccola nelle dimensioni ma straordinaria per intensità e significato, l’opera è un pannello dipinto su entrambi i lati: da una parte Cristo coronato di spine nell’iconografia dell’“Ecce Homo”, dall’altra un San Girolamo penitente immerso in un paesaggio roccioso. La doppia raffigurazione e i segni d’uso suggeriscono una funzione devozionale privata, testimoniando una lunga storia come oggetto di culto personale.
L’espressione “Ecce Homo” (Ecco l’uomo) richiama le parole pronunciate da Ponzio Pilato nel Vangelo di Giovanni quando presenta Gesù alla folla dopo la flagellazione. In questa tavola, databile ai primi anni Sessanta del Quattrocento, Antonello da Messina concentra già gli elementi destinati a diventare centrali nella sua ricerca artistica: lo sguardo diretto, le lacrime che attraversano il volto, l’intensità psicologica capace di trasformare un piccolo dipinto in un’esperienza profondamente umana.
Per L’Aquila, l’arrivo dell’“Ecce Homo” si preannuncia come uno degli appuntamenti simbolo del 2026. Non si tratta soltanto di una mostra, ma un messaggio culturale che rafforza il ruolo della città nel panorama nazionale.

Ecce homo, perché all’Aquila
Perché all’Aquila? Non si tratta di una scelta casuale: Giuli mantiene da anni un rapporto diretto con L’Aquila, consolidato durante la sua esperienza alla guida della Fondazione MAXXI, dal 2022 al 2024. Ha seguito da vicino i progetti culturali legati alla rinascita del territorio e la sua rigenerazione culturale. L’approdo dell’“Ecce Homo” assume così anche il valore di un ritorno simbolico , inserendosi in una visione che lega cultura e identità. “L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio”, ha dichiarato Giuli, sottolineando come nell’anno in cui L’Aquila celebra il titolo di Capitale della Cultura, sia proprio la città abruzzese a ospitare questa straordinaria tela che “ritorna in Italia”. “A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”, ha affermato Giuli in occasione della giornata di inaugurazione dell’Aquila Capitale della Cultura 2026.









