Pescara, remake elettorale con nuovi attori
Nuove elezioni a Pescara, un pasticcio che ha rimescolato le carte con un corpo elettorale modificato.
Si infiamma la campagna elettorale per le nuove elezioni nelle 23 sezioni in cui il risultato è stato annullato dal TAR, con decisione confermata dal Consiglio di Stato . Intanto però il corpo elettorale è cambiato.
Sarà una “fotografia” diversa quella che verrà scattata l’8 e il 9 marzo nelle 23 sezioni in cui si dovrà rivotare per le elezioni comunali di Pescara, rispetto a quella scattata oltre un anno fa che decretò l’elezione a sindaco di Carlo Masci. Gli osservatori prevedono che non ci saranno grossi cambiamenti rispetto al risultato generale, ma qualche cambiamento ci sarà di sicuro nel corpo elettorale, che dopo oltre un anno sarà inevitabilmente cambiato. Circa 14mila gli aventi diritto nella nuova tornata elettorale, ma nel frattempo cosa è cambiato? Quanti minorenni sono diventati maggiorenni? Quante persone che oltre un anno fa hanno regolarmente espresso il proprio voto sono decedute? Quante erano ospedalizzate, quindi con voto già regolarmente conteggiato, e ora sono state dimesse e magari richiamate a votare nuovamente in una delle 23 sezioni? Insomma, è evidente che la fotografia sarà inevitabilmente diversa dalla prima tornata. D’altra parte con criticità “non emendabili” con un semplice riconteggio dei voti, i giudici non avevano grosse alternative. Non si parla, infatti, di soli errori materiali nei verbali, ma anche di schede scomparse e altri errori che non avevano possibilità di essere corretti.
Si rivota, quindi, ma intanto le carte sul tavolo sono cambiate. Se poco inciderà sull’elezione del sindaco, il rimescolamento delle carte potrebbe influire sull’elezione di qualche consigliere, risultato eletto magari con pochi voti. Da considerare, poi, che Masci aveva vinto al primo turno con il 50,95% dei voti, pari a 31.535 preferenze, circa 500 in più di quante ne servivano per evitare il ballottaggio. Quindi, se è vero che Costantini, con il suo 34,24% resta lontano e il risultato non può essere stravolto da soli 14mila aventi diritto al voto (che si tradurranno in molti meno voti effettivi), anche l’ipotesi ballottaggio appare piuttosto improbabile. Non ingannino, infatti, i 500 voti su 14mila aventi diritto: con l’affluenza intorno al 50%, per recuperare 500 voti ci vorrebbe una decisa inversione di tendenza rispetto alle indicazioni di voto arrivate dalla prima tornata. Insomma, un’ipotesi improbabile, per quanto non impossibile.
Parallelamente si dovranno stabilire eventuali responsabilità. Gli atti sono sul tavolo della Procura.

(Foto Ansa)




