L’Aquila, 62enne indagato per violenza sessuale aggravata su donna con disabilità
Avrebbe approfittato della fragilità emotiva e cognitiva di una donna con disabilità per ottenere rapporti sessuali, prospettandole una relazione affettiva e promettendo piccole somme di denaro. Con questa accusa un uomo di 62 anni, residente a L’Aquila, è indagato dalla Procura del capoluogo per violenza sessuale aggravata.
Avrebbe approfittato della fragilità emotiva e cognitiva di una donna con disabilità per ottenere rapporti sessuali, prospettandole una relazione affettiva e promettendo piccole somme di denaro. Con questa accusa un uomo di 62 anni, residente a L’Aquila, è indagato dalla Procura del capoluogo per violenza sessuale aggravata.
Il procedimento rientra nell’ambito del “Codice Rosso”. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Guido Cocco e condotte dal Gruppo specializzato della Procura che si occupa di reati contro le fasce vulnerabili. Nei confronti dell’indagato, assistito dall’avvocato Eduardo Vincenzo Isidori, è stato disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico. La vicenda sarebbe emersa nel febbraio scorso, quando un familiare della donna avrebbe scoperto la situazione, convincendola a interrompere i contatti e a rivolgersi alle autorità. Da lì l’avvio dell’indagine che ha portato all’applicazione della misura cautelare. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, tra l’estate 2024 e il febbraio 2025 l’uomo avrebbe instaurato un rapporto con una donna cinquantenne affetta da deficit intellettivo medio-lieve, con una disabilità riconosciuta pari al 77%. L’ipotesi accusatoria è che l’indagato abbia fatto leva sulla condizione di inferiorità psichica della vittima, inducendola a compiere e subire violenza e atti sessuali.
Il primo contatto sarebbe avvenuto in un bar cittadino nell’agosto 2024. Successivamente sarebbero seguiti messaggi telefonici e tramite applicazioni di messaggistica, con richieste di incontri e offerte di denaro, talvolta giustificate come aiuti per piccole spese. Gli inquirenti ritengono che parte delle comunicazioni sia stata cancellata. Gli incontri si sarebbero svolti inizialmente in un’abitazione riconducibile all’indagato e, in seguito, anche in strutture abitative temporanee in stato di abbandono nella zona di Cansatessa. In un’occasione l’uomo sarebbe stato ospite della donna nella sua abitazione. Dopo i rapporti, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero state consegnate somme di denaro in contanti.
Elemento centrale dell’inchiesta, come riporta Il Messaggero, è la presunta costruzione di un legame sentimentale ritenuto fittizio dagli investigatori. L’uomo avrebbe chiesto alla donna di mantenere il segreto sulla relazione, sostenendo di non volerla rendere pubblica. In alcune circostanze avrebbe manifestato gelosia o irritazione quando lei non era disponibile a incontrarlo.




