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Inizia il Ramadan per i 55mila musulmani in Abruzzo

Il Ramadan inizia il 19 febbraio per circa 55mila musulmani in Abruzzo, un mese di digiuno, preghiera e riflessione, in coincidenza con la Quaresima cristiana.

Anche quest’anno il Ramadan coincide con il periodo della Quaresima cristiana. Due tradizioni diverse attraversate da un elemento comune: un tempo di riflessione, disciplina e avvicinamento a Dio.

Il Ramadan, il nono mese del calendario lunare islamico dedicato al digiuno, coinvolge in Italia circa 3 milioni di persone, pari al 5,2% della popolazione totale tra cittadini italiani e stranieri. Quest’anno inizia il 19 febbraio e si conclude il 20 marzo con la festa dell’Eid al-Fitr, la “festa della rottura del digiuno”. Durante questo mese, dall’alba al tramonto, i fedeli si astengono da cibo e bevande, ma sono anche chiamati a evitare la collera e i comportamenti immorali, facendo del digiuno un percorso che coinvolga corpo e coscienza.

Secondo stime ricostruite sulla base della provenienza e del contesto socio-culturale, integrando fonti come Istat, Ismu e Ministero dell’Interno, l’Emilia-Romagna è la regione con la maggiore incidenza percentuale di residenti musulmani (8,6%, circa 384.000 persone), mentre la Lombardia è prima in termini assoluti, con circa 778.000 residenti. In Abruzzo l’incidenza è stimata al 4,3%, mentre all’interno del territorio comunale dell’Aquila si attesta intorno al 4,5%, pari a circa 3.000 persone.

Durante il mese sacro vengono incoraggiate ancora di più pratiche come la preghiera, la lettura del Corano e la carità. In modo diverso, anche la Quaresima invita alla sobrietà e alla conversione interiore: due cammini che possono diventare un’occasione concreta di conoscenza reciproca e dialogo.

Rivolgo il mio augurio alla comunità locale e regionale. Rinnovo inoltre l’invito ai centri culturali presenti a L’Aquila, Campli, Vasto e Pescara ad aprire le porte e a lavorare ancora di più su informazione e conoscenza, perché sono le basi di una convivenza pacifica e armoniosa, senza lasciare spazio alla paura e al pregiudizio”, così afferma Abdula Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja e membro del Tavolo interreligioso del Consiglio territoriale per l’immigrazione.

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Foto Ansa