Legge sulla montagna, coperto il 73% della Regione
Conferenza stampa del presidente Marsilio e dell’assessore Santangelo sulla Legge per la montagna.
Legge sulla montagna, 200milioni per il triennio 2025-2027. Marsilio: “Ogni confine comporta limiti, ma la legge attribuisce discrezionalità alle regioni”. Santangelo: “Ridotte drasticamente le esclusioni”.
Una normativa datata, che necessitava di un aggiornamento, e un confronto ancora aperto a livello nazionale. Conferenza stampa a Palazzo Silone del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e dell’assessore Roberto Santangelo.
“Se in questo contesto qualcuno difende sia i comuni montani che quelli al mare, con il casello autostradale, con le fermate ferroviarie, con le fabbriche che danno da lavorare a migliaia di persone, con 5.000, 7.000 o 10.000 abitanti, c’è da chiedersi dove sia la montagna” ha sottolineato il presidente Marsilio, respingendo comunque gli allarmi: “Non è vero che ai comuni esclusi verranno tagliate le scuole”. Il dimensionamento scolastico, ricorda, segue una normativa più ampia che tiene conto di spopolamento e indicatori socioeconomici, consentendo deroghe. Analogo chiarimento per l’IMU agricola, disciplinata da regole specifiche e non direttamente legata alla classificazione montana. Quanto ai limiti altimetrici, il presidente sottolinea l’ampliamento delle casistiche: la soglia è stata estesa fino ai 350 metri sul livello del mare, portando al riconoscimento come montani di circa i due terzi dei comuni abruzzesi e del 73% della superficie regionale. “Ogni confine comporta inevitabilmente dei limiti, ma la legge attribuisce alle Regioni margini di discrezionalità per valutare e tutelare i casi di confine”.
Infine, Marsilio ha evidenziato il valore politico della riforma: “Per la prima volta dopo settant’anni dalla legge del 1952, c’è un governo nazionale che ha affrontato organicamente il tema della montagna”. Un percorso, conclude, che prosegue attraverso il confronto istituzionale tra Stato, Regioni ed enti locali.
Nel dettaglio l’assessore Santangelo: “La legge di riferimento risale addirittura al 1952 ed era inevitabile una revisione. Proprio in queste settimane stiamo proseguendo le interlocuzioni in Conferenza Stato-Regioni, dove non si discute solo della definizione di comune di montagna, ma anche dei parametri socioeconomici e delle opportunità di accesso ai fondi”.
La nuova classificazione discende dalla cosiddetta legge Calderoli, dopo il lungo lavoro di confronto. “Il parametro principale è altimetrico, fissato a 600 metri, ma nel confronto con le Regioni è stato ammorbidito per tener conto delle peculiarità territoriali”, ha sottolineato l’assessore. Sul fronte delle risorse, Santangelo ha evidenziato l’importanza del nuovo fondo per lo sviluppo della montagna: “Parliamo di una dotazione di 200 milioni di euro per il triennio 2025-2027, somme rilevanti per il sistema dei territori montani”.
L’assessore ha ricordato poi come la prima versione della norma avrebbe penalizzato l’Abruzzo: “Nella stesura iniziale erano previsti tagli significativi, con 58 comuni abruzzesi esclusi dalla classificazione. Su impulso del presidente Marsilio, la Regione Abruzzo si è fatta capofila delle Regioni appenniniche, evidenziando le differenze strutturali tra Alpi e Appennini. Da quel confronto è scaturita una revisione che ha consentito di ridurre drasticamente le esclusioni”.
I numeri, secondo Santangelo, mostrano l’impatto positivo del lavoro svolto: “Si è passati da un’ipotesi di 169 comuni montani ai 200 attualmente riconosciuti. Inoltre, circa il 73% del territorio regionale è morfologicamente montano, un dato certificato dall’Istat e coerente con quanto tradizionalmente si insegna anche nei testi di geografia”.
Ampio spazio dedicato ai timori sollevati dai comuni esclusi. “Non ci sarà alcun taglio alle scuole – rassicura Santangelo – perché il dimensionamento scolastico non dipende esclusivamente dalla classificazione montana, ma considera anche il disagio socioeconomico. La Regione, insieme all’Ufficio scolastico regionale, potrà continuare a garantire le necessarie deroghe”.
Chiarimenti anche sul fronte fiscale: “Le agevolazioni Imu sui terreni agricoli non sono disciplinate dalla legge sulla montagna, ma dal Ministero dell’Economia. Non vi è quindi un automatismo tra nuova classificazione e perdita dei benefici”.
Quanto al FOSMIT, il fondo per lo sviluppo turistico della montagna, l’assessore precisa: “Le risorse saranno assegnate alle Regioni, che manterranno margini di flessibilità per sostenere anche territori di confine caratterizzati da difficoltà socioeconomiche. Per il triennio 2025-2027, inoltre, continuerà ad applicarsi la vecchia classificazione del 1952, consentendo anche ai comuni esclusi di partecipare ai bandi”.
Infine, Santangelo respinge le preoccupazioni legate alle aree interne: “Montagna e FNAI sono concetti distinti. L’eventuale esclusione dalla classificazione montana non comporta la perdita dello status di area interna o marginale”.
“La revisione – conclude l’assessore – nasce dall’esigenza di introdurre criteri chiari e oggettivi. Il confronto con il Governo è ancora in corso e la Regione Abruzzo continuerà a lavorare per tutelare tutti i territori, senza lasciare indietro nessuno”.




