Logo
Il disastro di Rigopiano diventa un film, primo ciak per La Valanga

Rigopiano, partono le riprese del film Netflix “La valanga”. Le scene saranno girate tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige

Nove anni dopo Rigopiano, mentre la giustizia scrive un nuovo capitolo con l’appello bis, la tragedia torna a interrogare il presente.
Sono iniziate le riprese di “La valanga”, film Netflix che racconta una delle pagine più nere della storia recente d’Abruzzo.

C’è una data che ha segnato la storia d’Abruzzo, il 18 gennaio 2017.
E c’è anche un luogo, Farindola, l’Hotel  Rigopiano.

Proprio nei giorni in cui si è concluso l’appello bis sul disastro – con tre condanne, due prescrizioni e cinque assoluzioni – prende forma La valanga: il film dedicato alla vicenda che costò la vita a 29 persone, prodotto da Camfilm e in arrivo prossimamente in esclusiva su Netflix.

Diretto da Elisa Amoruso e scritto da Leonardo Fasoli, La valanga ricostruisce le ore della tragedia: un elegante albergo di montagna, isolato da una nevicata eccezionale, travolto da una slavina che intrappolò quaranta persone tra ospiti e personale. Da una parte la lotta disperata per sopravvivere sotto tonnellate di neve, dall’altra la corsa contro il tempo dei soccorritori.

Il cast comprende Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli e Francesco Di Leva, insieme a Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino e Selene Caramazza.
Le riprese si svolgeranno tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Netflix Italia (@netflixit)

Il film arriva dopo un’altra precedente operazione di ricostruzione giornalistica: la docu-serie “E poi il silenzio.Il disastro di Rigopiano”,andata in onda lo scorso novembre su Sky.
Cinque puntate, dirette da Paolo Negro, tratte dall’omonimo podcast di Pablo Trincia e Debora Campanella, che hanno riportato al centro una domanda rimasta senza risposta: fu davvero solo una tragedia naturale?
Una domanda che attraversa anche il racconto cinematografico e che, a nove anni dai fatti, continua a pesare sulla memoria collettiva dell’Abruzzo e del Paese.

Recentemente, Il Capoluogoha avuto modo di intervistare il giornalista e autore Pablo Trincia, in occasione del Festival delle Narrazioni Squilibri di Francavilla. Di seguito riproponiamo il nostro approfondimento