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Crisi Valle Peligna, verso lo sciopero generale

Prosegue la mobilitazione sindacale in Valle Peligna contro crisi industriali, spopolamento e perdita di posti di lavoro

La crisi della Valle Peligna entra in una fase decisiva. Dopo l’assemblea unitaria di Sulmona, i sindacati rilanciano la mobilitazione e chiedono interventi immediati da Regione e Governo

Il tema della crisi economica e occupazionale della Valle Peligna di nuovo a Sulmona dove si è svolta l’assemblea unitaria dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno confermato la prosecuzione della mobilitazione sindacale fino alla proclamazione dello stato di agitazione e, se necessario, allo sciopero generale territoriale. Una decisione maturata alla luce delle numerose vertenze aperte che interessano circa mille lavoratrici e lavoratori e delle crescenti difficoltà che stanno colpendo anche il commercio e i servizi, con chiusure, riduzioni di personale e un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale.

Secondo i dati emersi nel corso dell’assemblea, tra il 2005 e il 2025 la Valle Peligna ha perso oltre il 13% della popolazione, pari a 6.810 residenti, un dato che fotografa con chiarezza l’impatto dello spopolamento e della desertificazione delle aree interne. Una situazione che, sottolineano i sindacati, non riguarda solo il territorio peligno ma rappresenta una questione nazionale, che richiede risposte straordinarie e un cambio di passo nelle politiche di sviluppo.

Le organizzazioni sindacali chiedono l’avvio immediato di un piano straordinario di investimenti pubblici e privati, fondato su un modello partecipativo e inclusivo, capace di rilanciare le attività produttive, affrontare la crisi dell’automotive e dei grandi servizi e garantire occupazione stabile. Al centro della piattaforma rivendicativa anche il riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi complessa o ad alto impatto sociale, condizione ritenuta indispensabile per attivare strumenti adeguati di sostegno.

In questo quadro, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno annunciato la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto a tutti i sindaci della Valle Peligna e di un Consiglio regionale straordinario, affinché il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive si impegnino formalmente ad aprire un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I sindacati hanno inoltre evidenziato come, a distanza di settimane dalla manifestazione del 31 dicembre scorso, non tutti i rappresentanti istituzionali abbiano sottoscritto il documento unitario presentato in quell’occasione, elemento che alimenta ulteriore preoccupazione per l’assenza di risposte concrete.

Nel comunicato si ribadisce che senza interventi immediati il territorio rischia nuovi licenziamenti, riduzioni salariali e un aumento della povertà, con la conseguente migrazione forzata di lavoratori e famiglie. Da qui la richiesta di investire nei servizi alle persone, a partire da sanità, istruzione e formazione, e nelle infrastrutture materiali e immateriali, dalle reti di collegamento alle infrastrutture digitali, accompagnate da una fiscalità di vantaggio in grado di rendere il territorio più attrattivo.

“La Valle Peligna non può permettersi di perdere altro tempo”, sottolineano i sindacati, confermando la determinazione a proseguire la mobilitazione fino all’ottenimento di risposte concrete e verificabili, con l’obiettivo dichiarato di non perdere nemmeno un posto di lavoro.