Sei Nazioni, Azzurri protagonisti: all’Aviva Stadium di Dublino l’Irlanda si salva nel finale
Gli Azzurri perdono con la Scozia in rimonta, ma la prima sconfitta nel Sei Nazioni lascia indicazioni estremamente positive.
Seconda giornata del Sei Nazioni, l’Italia sfiora l’impresa contro l’Irlanda.
Un’Italia coraggiosa e tecnicamente matura sfiora l’impresa all’Aviva Stadium contro l’Irlanda nella seconda giornata del Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri di Gonzalo Quesada chiudono avanti 10-5 un primo tempo di altissimo livello, giocato con personalità e dominio in mischia, prima di subire la rimonta dei padroni di casa nella ripresa. Il 20-13 finale premia l’esperienza irlandese, ma consegna all’Italia un meritato punto di bonus difensivo e la consapevolezza di potersela giocare alla pari contro le migliori della classe.
L’Italia entra in campo con aggressività difensiva e grande lucidità tattica. La pressione sulla mediana irlandese e la qualità della mischia ordinata mettono subito in difficoltà i padroni di casa. Dopo la meta iniziale dell’Irlanda, gli Azzurri rispondono con ordine e concretezza: prima i piazzati di Garbisi, poi la meta di Nicotera sugli sviluppi di una maul ben costruita. È il segnale di una squadra organizzata, capace di trasformare le opportunità in punti e di mantenere il controllo emotivo anche nei momenti di inferiorità numerica. Nell’ultima azione del primo tempo la nazionale tenta il colpo per aumentare il distacco ma, nonostante un’ottima rimessa conquistata dal piede di Garbisi, perde possesso e chiude comunque in vantaggio la prima frazione. Il 10-5 all’intervallo fotografa una superiorità costruita su disciplina, solidità del pacchetto di mischia e qualità nelle scelte.
Nella ripresa l’Irlanda cambia ritmo. L’ingresso di Gibson Park aumenta l’intensità del gioco offensivo e la pressione diventa costante. Arrivano le mete di Conan e Baloucoune che ribaltano l’inerzia del match. L’Italia però non arretra: domina ancora in mischia, accorcia con Garbisi e rimane dentro la partita fino all’ultimo minuto. Due episodi pesano in maniera determinante: una meta su assist di Menoncello al largo per Lynagh annullata per un passaggio in avanti; un’occasione sfumata a pochi centimetri dalla linea nel finale. Il forcing conclusivo degli Azzurri testimonia una crescita evidente sul piano mentale: la squadra resta compatta, continua a costruire gioco e crede fino all’ultima azione nella possibilità di chiudere la partita.
Cosa portiamo a Roma
Nel volo di rientro l’Itala porta a casa un 20-13 che sì rappresenta la prima sconfitta nel torneo, ma lascia indicazioni estremamente positive: una mischia che domina letteralmente mette gambe all’aria una delle migliori d’Europa; gestione tattica ordinata; capacità di restare nel match fino all’ultimo e un’identità di gioco sempre più definita. È un’Italia che non subisce, ma propone. Che non si limita a resistere, ma prova a determinare l’andamento della partita. L’Italia esce dall’Aviva Stadium a testa alta. E con la convinzione di essere sempre più protagonista del proprio destino.
Gli Azzurri torneranno in campo domenica 22 febbraio a Lille contro la Francia, in una sfida che si preannuncia ad altissima intensità.


